Sapere Scienza

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All'interno delle Letture Corsiniane, domenica 4 marzo 2018, dalle ore 11:00 alle 18:00, si terrà l'incontro "Fotoni, elettroni e altre particelle: un viaggio nel microcosmo". Il relatore sarà Luciano Maiani, professore emerito di Fisica Teorica presso l'Università La Sapienza, presidente dal 1993 al 1997 dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei.

 

A seguito dell'incontro, che avrà luogo nella sede dell'Accademia Nazionale dei Lincei in Via della Lungara 10, a Roma, sarà possibile partecipare a visite guidate di Palazzo Corsini e della Biblioteca dei Lincei.

 

Per informazioni è possibile chiamare i numeri 0668027268-397 o scrivere una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

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Poco prima di Natale, al CERN è stato inaugurato IdeaSquare, un edificio ristrutturato per accogliere il progetto che porta lo stesso nome e che è stato pensato per far incontrare idee giovani e innovative con la solida esperienza del più grande laboratorio di fisica del mondo.

Se la durata di vita di un neutrone è una questione ancora da risolvere per gli scienziati di tutto il mondo, la misura del raggio del protone non era da meno fino a qualche giorno fa. I fisici della York University di Toronto, in Canada, sono riusciti a trovare la soluzione a uno dei quesiti più discussi della fisica delle particelle e l'hanno pubblicata sulla rivista scientifica Science.

L'LHC del CERN di Ginevra, il più grande acceleratore di particelle al mondo, continuerà sicuramente a funzionare con prestazioni sempre maggiori, almeno per i prossimi vent’anni. Visti i tempi necessari per realizzare queste gigantesche imprese, la comunità scientifica, e il CERN in particolare, stanno però già iniziando a pensare al prossimo grande progetto.

Cosa possono avere in comune archeologia e fisica delle particelle? Come possono essere legati tra loro piramidi e raggi cosmici? Certamente qualcuno di voi, nominando Antico Egitto e astronomia, ripenserà alla pellicola del 1994, Stargate. Oggi non parleremo di portali spazio-temporali ma di una nuova tecnica non-invasiva che potrà essere la chiave per svelare molti misteri del passato.

Ha il nome della celebre protagonista di Star Wars, Padmé Amidala, la madre di Luke Skywalker e Leia Organa, e anche lui avrà a che fare con qualcosa di oscuro: non si tratterà di Darth Vader o della Morte Nera ma di una particolare particella. Stiamo parlando dell'esperimento PADME (Positron Annihilation into Dark Matter Experiment) che studierà le interazioni prodotte da positroni accelerati all'energia di 550 MeV dall'acceleratore lineare (LINAC-LINear ACcelerator), dei Laboratori Nazionali di Frascati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, alla ricerca della materia oscura. Inaugurato il 4 ottobre 2018, PADME potrebbe svelare per la prima volta l'esistenza di una "nuova forza" a cui sarebbe associata una particella chiamata fotone oscuro, grazie a un apparato di misura piccolo ma estremamente preciso, in grado di osservare la produzione del fotone oscuro in collisioni di antielettroni con gli elettroni del bersaglio.

Il mondo dell'infinitamente piccolo è un territorio sconfinato da esplorare per la fisica delle particelle. Tanti sono i fenomeni ancora da spiegare che potrebbero aiutarci a rendere sempre più definito il quadro delle caratteristiche della materia. Poche settimane fa, nella rivista Nature, è stato pubblicato un lavoro che spiega uno dei segreti che gli scienziati hanno cercato di svelare per ben 35 anni: perché i quark si muovono più lentamente in atomi più grandi.

clark

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