Sapere Scienza

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Uno smartphone, l’app e il gioco è fatto. In tutti i sensi. Nelle ultime settimane non si fa altro che parlare di “Pokemon Go”, un videogioco basato sui simpatici mostriciattoli che impazzarono nel lontano 1996 e che oggi ritornano, ancora più accattivanti. Tra gli ingredienti del successo una caccia che ha per ambientazione le nostre città e l’utilizzo della realtà aumentata. E se le logiche ludiche che ci attraggono così tanto fossero applicate in un contesto culturale? Questo è proprio lo scopo di Trip eMotion.

“Father and son” è il titolo di una canzone del 1970, scritta e interpretata dall’inglese Cat Stevens. Il testo riporta un dialogo tra padre e figlio, una rappresentazione dello scontro generazionale intrisa di amore e incomprensione. Potremmo dire che questo è lo stesso fil rouge del primo video gioco prodotto e distribuito nel mondo da un museo di arte antica, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che – forse per caso – porta lo stesso nome del famoso brano.

La gamification e la realtà aumentata sono strumenti che in molti cercano di utilizzare per la fruizione dei beni culturali perché in grado di coinvolgere i più giovani trasmettendo conoscenza grazie al complesso lavoro di progettazione che vi è dietro. Divertimento, contenuti appassionanti e una location suggestiva e di grande valore storico sono gli ingredienti vincenti di una nuova app. È Inventum, il primo videogioco 3D in realtà aumentata sul patrimonio culturale della Basilicata, in particolare dedicato al Parco Archeologico di Venosa.

clark

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