Sapere Scienza

Sapere Scienza

Groningen è una città di 200.000 abitanti, situata nel nord dell'Olanda. Nel 1959 si scoprì che giaceva sul più grande giacimento di gas naturale del continente europeo, il nono al mondo: un colosso da almeno 2500 km3 di metano (il gas naturale viene comunemente denominato "metano", il componente principale della preziosa miscela di idrocarburi). Se il megagiacimento olandese fosse stato in Italia, avrebbe soddisfatto l'intero fabbisogno nazionale dal 1959 a oggi. Nel corso di 60 anni, i pozzi di Groningen hanno portato nelle casse statali circa 300 miliardi di euro, recando grande beneficio alla bilancia commerciale. Ma la storia non è a lieto fine, e gli olandesi hanno almeno due buoni motivi per chiedersi se il gas di Groningen sia stato davvero una benedizione.

I meandri di un fiume che disegnano percorsi sinuosi, le ripide falesie e le morbide dune di una spiaggia o di un deserto. Queste sono solo alcune delle forme del paesaggio, il frutto del continuo modellamento della parte più superficiale del nostro pianeta. Gli scienziati della New York University si sono chiesti se queste sculture naturali abbiano memoria della propria storia. A cosa serve saperlo e come sono riusciti a trovare una soluzione a questo quesito? Continuate a leggere e lo scoprirete.

Qual è l'età del petrolio e come è possibile datarlo? Ce lo spiegano Graham Lawton e Jennifer Daniel in uno dei paragrafi del libro "L'origine di (quasi) tutto - Per fare una torta, devi prima inventare l'Universo", pubblicato da edizioni Dedalo.

Nel post riguardante la notazione di Munsell ho accennato allo studio dei suoli archeologici. Fino ad ora ci siamo soprattutto mossi nell’ambito della caratterizzazione dei materiali legati ai beni culturali e al restauro. Esiste anche un approccio diverso da quello che è chiamato archeometria – dall’Enciclopedia Treccani “ambito di studi interdisciplinare che indaga i dati materiali del passato alla luce degli strumenti e dei metodi propri delle discipline scientifiche” - ed è la geoarcheologia.

È stato completato in questi giorni, nell’ambito del progetto GREEN LAKE, e per mezzo di una collaborazione tra l’Università Cattolica di Brescia, l’Istituto di Scienze Marine del CNR di Bologna e il Consorzio Proambiente, un rilievo estensivo del fondale del lago di Garda che ci offre una nuova interessante prospettiva su questo che è il più esteso lago italiano.

Abbiamo analizzato pigmenti con raggi X, li abbiamo identificati con l’impronta digitale data dalla Raman ma, in realtà, il primo passo che si effettua in sede di indagine diagnostica di strati pittorici, ceramiche e materiali lapidei è la microscopia ottica, una tecnica presa in prestito dalla geologia. L’osservazione dei minerali al microscopio da petrografo – uno strumento particolare, differente dal “solito microscopio” - è utilizzata per descrivere e classificare le rocce. I minerali sono, così, identificati dalle loro proprietà ottiche ossia le caratteristiche mostrate all’attraversamento di un fascio di luce definita polarizzata.

 

Gli archeologi, i paleontologi e i geologi del futuro potrebbero battezzare l'intervallo di tempo in cui stiamo vivendo "l'epoca del pollo". A cosa è dovuta questa strana definizione? Da anni alcuni scienziati stanno tentando di rendere ufficiale l'esistenza dell'Antropocene: l'epoca geologica attuale, caratterizzata dall'impatto dell'uomo sui processi evolutivi del nostro pianeta. Definire una nuova suddivisione della storia della Terra non è, però, così semplice. Secondo gli autori di una ricerca pubblicata su Royal Society Open Science, l'allevamento del pollame, che ha subito un incremento considerevole negli ultimi anni e ha portato profondi cambiamenti nella biologia di questi volatili, potrebbe costituire l'evento chiave per il riconoscimento dell'Antropocene.

Mercoledì pomeriggio il vulcano Stromboli, nelle Isole Eolie, in Sicilia, è stato il protagonista di uno spettacolo naturale tanto straordinario quanto spaventoso: un'eruzione che ha portato a una serie di esplosioni e alla formazione di un'alta colonna di fumo. Cosa è successo?

Il mantello terrestre associato a una tela di Jackson Pollock. Cosa può significare questo accostamento tra geologia e storia dell'arte? Cosa c'entra tutto questo con la ricerca pubblicata dalla University of Utah su Nature Geoscience? Cerchiamo di capirlo insieme, passando da una strana tecnica artistica chiamata dripping, per arrivare alla composizione della struttura interna della Terra.

Pagina 1 di 2

clark

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.