Sapere Scienza

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Pochissimi giorni fa l'account Twitter ufficiale del IUGS (International Union of Geological Sciences) ha condiviso la nuova Carta Internazionale Cronostratigrafica: è una rappresentazione grafica ufficiale della suddivisione temporale della lunga storia della Terra. La novità è nell'introduzione di una nuova ripartizione dell'Olocene. Secondo la nuova classificazione, in questo momento stiamo vivendo in un'età chiamata Meghalayano. Come si redigono questi documenti? Perché esistono tante discussioni riguardanti questo argomento? Schematizzare il passato, di un pianeta come dell'evoluzione delle civiltà, è sempre una questione molto complessa.

Gli archeologi, i paleontologi e i geologi del futuro potrebbero battezzare l'intervallo di tempo in cui stiamo vivendo "l'epoca del pollo". A cosa è dovuta questa strana definizione? Da anni alcuni scienziati stanno tentando di rendere ufficiale l'esistenza dell'Antropocene: l'epoca geologica attuale, caratterizzata dall'impatto dell'uomo sui processi evolutivi del nostro pianeta. Definire una nuova suddivisione della storia della Terra non è, però, così semplice. Secondo gli autori di una ricerca pubblicata su Royal Society Open Science, l'allevamento del pollame, che ha subìto un incremento considerevole negli ultimi anni e ha portato profondi cambiamenti nella biologia di questi volatili, potrebbe costituire l'evento chiave per il riconoscimento dell'Antropocene.

Riuscire a calcolare la probabilità e le possibili caratteristiche di un futuro evento naturale catastrofico è uno degli obiettivi principali degli studi geologici. Per quanto riguarda le frane, gli scienziati dell'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno da poco pubblicato uno studio sulla rivista Earth-Science Reviews. L'articolo si concentra sulla costruzione di un modello in grado di prevedere il rischio sociale di frana in Italia. Di cosa si tratta? Procediamo a piccoli passi.

No, non stiamo parlando del cyberspazio e di un eletto di nome Neo, protagonista del celebre film del 1999 dei fratelli Wachowski. Se chiedete ad un archeologo cos’è un matrix, vi risponderà dicendovi che è una rappresentazione della stratigrafia di un sito archeologico mediante un diagramma in cui sono disegnati gli strati (rettangoli numerati) registrati su campo e i rapporti (linee) che tra essi intercorrono. L’uso del matrix – inventato nel 1973 da Edward Harris, archeologo inglese – è stato ed è ancora oggi lo strumento fondamentale di una nuova visione dello scavo archeologico, non più finalizzato alla ricerca di oggetti di grande valore estetico ed economico, ma atto a scoprire e ricostruire le “storie della terra”.

I turchesi sono pietre preziose, tra i simboli dell'arte delle antiche civiltà mesoamericane. Rocce e minerali sono spesso analizzati in contesti archeologici non solo per motivi legati alla conservazione e al restauro di manufatti ma anche per la ricostruzione della struttura delle società a cui appartenevano e delle rotte commerciali a essi legati. Come si può far questo a partire da un semplice oggetto? Ci viene in aiuto la geochimica, capace di ritrovare degli indizi piccoli e nascosti, quasi come le briciole della famosa fiaba di Hänsel e Gretel, in grado di condurci verso i luoghi di provenienza in cui il materiale è stato estratto.

Mercoledì pomeriggio il vulcano Stromboli, nelle Isole Eolie, in Sicilia, è stato il protagonista di uno spettacolo naturale tanto straordinario quanto spaventoso: un'eruzione che ha portato a una serie di esplosioni e alla formazione di un'alta colonna di fumo. Cosa è successo?

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