Sapere Scienza

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Nello studio dell’evoluzione, i fossili giocano una parte essenziale, come tutti sanno. Tuttavia, i processi di fossilizzazione comportano una serie di gravi limiti per quanto riguarda molti aspetti degli organismi viventi. Uno di questi limiti grava sulla ricostruzione della fisiologia e del metabolismo degli organismi estinti. La fossilizzazione infatti preserva - in genere - solo parti mineralizzate e quindi fino a pochi anni fa era impensabile poter studiare tessuti molli o di difficile conservazione come il sistema nervoso, la pelle, o il sangue. Adesso però le cose potrebbero cambiare: un team di studiosi sembra aver trovato globuli rossi in ossa fossili di dinosauro.

Un gruppo di scimmie selvatiche giapponesi che vivono a circa 70 chilometri dall'impianto nucleare Fukushima Daiichi, coinvolto nel noto disastro, presenta una conta di globuli rossi e emoglobina più bassa rispetto alle scimmie che vivono a circa 400 chilometri dalla centrale.

I globuli rossi sono come microlenti, con particolari proprietà ottiche. È a partire da questa scoperta che un team interdisciplinare di ricercatori dell'Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti (ISASI) del CNR, in collaborazione con il Centro di ricerca e biotecnologie avanzate CEINGE, ha messo a punto una nuova tecnica per diagnosticare in maniera più rapida ed efficiente differenti tipologie di anemia.

clark

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