Sapere Scienza

Sapere Scienza

Oggi, 5 giugno, in tutto il mondo si celebra la Giornata dell'Ambiente, un'occasione per acquisire consapevolezza e agire in difesa del nostro pianeta. La festività, proclamata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ogni anno – dal 1974 a oggi – ha posto sotto i riflettori un tema diverso su cui riflettere. L'argomento scelto per il 2018 è la "lotta alla plastica monouso".

Quante volte ci sarebbe piaciuto osservare il cielo stellato nelle calde serate estive e ci siamo accorti che l’illuminazione artificiale ci impediva di godere di questo spettacolo? L’inquinamento luminoso, che noi percepiamo soprattutto in situazioni come quella appena descritta, riveste un ruolo molto più esteso, con conseguenze che non possiamo sottovalutare.

Le lenti a contatto sono, per chi soffre di difetti della vista, un comodo sostituto degli occhiali. I nuovi materiali sono confortevoli e l'igiene è assicurata da un corretto utilizzo e un frequente ricambio, a seconda della durata del prodotto che utilizziamo. Che fine fanno quelle piccole pellicole dopo averci reso un così prezioso servizio? Si è posto questa domanda Rolf Halden, direttore del Center for Environmental Health Engineering presso il Biodesign Institute dell'Arizona State University, e la risposta non è affatto rassicurante.

Molti di voi saranno venuti a conoscenza del problema dei rifiuti aerospaziali guardando Gravity, la pellicola del 2013 di Alfonso Cuarón, in cui la vita dei due astronauti protagonisti è messa in pericolo da un'onda di detriti ad alta velocità causata dallo scontro tra un missile russo e un satellite ormai in disuso. Stiamo veramente trasformando lo spazio in una discarica? Quali rischi presentano realmente i rifiuti che si trovano in orbita? Gli scienziati stanno cercando soluzioni per questo problema. La risposta potrebbe essere la missione RemoveDEBRIS.

Era la Torpedo blu la protagonista originale del brano di Giorgio Gaber a cui si ispira il titolo di questo articolo. Un’automobile nata in Francia nei primi anni del Novecento e uno status symbol da anni ruggenti. In questo millennio la tendenza è sicuramente diversa e possedere un’auto elettrica potrebbe soddisfare le nostre esigenze sociali e salvare l’ambiente. Ci state pensando anche voi?

Ian Malcolm, matematico protagonista di Jurassic Park e dei suoi numerosi sequel, affermava: "Se c'è una cosa che la storia dell'evoluzione ci ha insegnato è che la vita non ti permette di ostacolarla. La vita si libera, si espande in nuovi territori e abbatte tutte le barriere, dolorosamente, magari pericolosamente ma... Tutto qui! Dico semplicemente che la vita vince sempre". Uno studio internazionale, pubblicato su Nature Geosciences, ci racconta che questo potrebbe non essere il caso della Grande Barriera Corallina australiana: i ricercatori hanno dimostrato che negli ultimi 30.000 anni questo grande sistema naturale ha subito ben 5 eventi mortali, riuscendo a ristabilirsi nonostante gli stress sopportati. Purtroppo, però, i futuri cambiamenti ambientali potrebbero risultare fatali.

Due centrali a carbone, una centrale ad olio combustibile, un petrolchimico, un porto a servizio dell’industria e del turismo, la pressione ambientale a Brindisi e comuni limitrofi comincia negli anni '60 del secolo scorso. Nel corso degli anni una delle 3 centrali ha modificato il suo combustibile, un’altra è stata spenta, le emissioni industriali sono diminuite, la discarica di rifiuti del petrolchimico è da bonificare. Con la legge del 1986 Brindisi è designata area a rischio ambientale, dal 1997 è tra i 57 Siti di Interesse Nazionale per la bonifica.

Tra le forme di vita marina la varietà di comportamenti e specializzazioni è praticamente infinita e, sin dagli albori delle scienze moderne, l'osservazione di organismi che apparivano particolari per una ragione o l'altra ha sempre suscitato curiosità. È questo il caso di un piccolo verme piatto, chiamato Symsagittifera roscoffensis.

Pagina 1 di 3

clark

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.