Sapere Scienza

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Gli ecosistemi terrestri stanno risentendo pesantemente delle nostre difficoltà nella gestione dei rifiuti, in particolar modo della plastica. Ma forse, un giorno neanche troppo lontano, potremo dire addio a questo materiale, infatti i chimici della Colorado State University hanno pubblicato un lavoro su Science che rappresenta un passo avanti verso materiali sostenibili dalle proprietà estremamente competitive.

Le microplastiche sono uno dei più grandi e complicati problemi che affliggono i nostri oceani: vengono così definiti i pezzi di plastica di lunghezza inferiore ai 5 millimetri che sono ormai ubiquitari in ogni mare del pianeta.

L'India è indissolubilmente legata al Gange, il fiume che l'attraversa: teatro di ritualità e fonte di vita spirituale. Le sue acque, conosciute in un passato ormai lontano per le proprietà curative, sono fortemente inquinate: un problema che coinvolge non solo gli indiani ma tutto il mondo, considerando che con la sua enorme portata (12.500 m3/s all'altezza di Bhagalpur) sfocia in mare, immettendo in circolo negli oceani rifiuti e sostanze tossiche. Il CNR-IBAF (Istituto di biologia agro-ambientale e forestale), sostenuto dai fondi dell'Unione Europea e con il partenariato del NEERI (National Environmental Engineering Research Institute, CSIR-Council of Scientific & Industrial Research, India) coordina il progetto TECO, Technological ECO-innovations for the quality control and the decontamination of polluted waters and soils, il cui obiettivo è incrementare e rafforzare gli scambi tra Europa e India di esperti e innovatori nel settore delle nuove tecnologie applicate alla decontaminazione di suoli ed acque e al miglioramento della qualità ambientale.

L’ecosistema marino è da anni minacciato dal comportamento irresponsabile di noi cittadini e di chi amministra la cosa pubblica. Il mancato rispetto dell’ambiente, la disinformazione, la gestione irresponsabile dei rifiuti ci hanno portato a questo punto, al quadro preoccupante descritto dai dati raccolti da Legambiente e dall'ENEA.

Ecco perché dobbiamo andare a votare, e votare "Sì", secondo Nicola Armaroli, direttore di Sapere.


Qual è la vera posta in palio con questo referendum?
Il significato di questo referendum va al di là del suo quesito specifico, che riguarda una questione quantitativamente minimale. Del resto è sempre stato così, sin dal referendum sul nucleare del 1987, dove non fu chiesto esplicitamente agli italiani se volessero o meno centrali in Italia. 

La plastica in ambiente marino è una minaccia costante per la fauna. È un problema crescente e, per quanto riguarda le tartarughe marine, un recente studio pubblicato su Scientific Reports e commentato nelle pagine del sito del New York Times – Science, ha cercato di quantificare la plastica necessaria a uccidere questi animali.

L’azzurro del cielo, il blu profondo dei mari, il bianco delle distese di ghiaccio. I contorni netti che immaginiamo ogni volta che sentiamo parlare di Antartide contribuiscono a innalzare un alone di mistero intorno a questo territorio percepito come lontano e affascinante. Cosa sappiamo veramente del Polo sud del nostro pianeta? Quali sorprese ci riserva?

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tirelli

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