Sapere Scienza

Sapere Scienza

Le condizioni della laguna di Venezia sono da molto tempo sotto la lente di ingrandimento dei media e soprattutto della scienza. Le opere umane, il traffico navale e l'inquinamento stanno mettendo a dura prova la salvaguardia di questo territorio. La comprensione dell'evoluzione del paesaggio e un monitoraggio accurato sono le prime risposte a un problema che sta divenendo sempre più incombente. Uno studio dell'Istituto di Scienze Marine del CNR, pubblicato recentemente sui Scientific Reports di Nature, ha descritto i risultati della valutazione dell'attività antropica sui fondali della laguna di Venezia, facendo emergere i due fattori di distruzione principali: l'erosione e la presenza di rifiuti.

L'origine dell'inquinamento atmosferico non è così recente come credevamo. Lo hanno dimostrato i dati raccolti e analizzati da un gruppo internazionale di scienziati, coordinati dai ricercatori dell'Institute for Geosciences and Environmental Research del CNRS-Centre national de la recherche scientifique francese. L'esame del ghiaccio prelevato nelle profondità del ghiacciaio Col du Dome del Monte Bianco, sulle Alpi francesi, ha rilevato la presenza significativa di metalli pesanti collegabili ad attività produttive risalenti all'antica Roma. I risultati sono stati pubblicati nella rivista Geophysical Research Letters.

Molti di voi saranno venuti a conoscenza del problema dei rifiuti aerospaziali guardando Gravity, la pellicola del 2013 di Alfonso Cuarón, in cui la vita dei due astronauti protagonisti è messa in pericolo da un'onda di detriti ad alta velocità causata dallo scontro tra un missile russo e un satellite ormai in disuso. Stiamo veramente trasformando lo spazio in una discarica? Quali rischi presentano realmente i rifiuti che si trovano in orbita? Gli scienziati stanno cercando soluzioni per questo problema. La risposta potrebbe essere la missione RemoveDEBRIS.

È difficile dire quando potremo scrivere una fiaba che inizia con questa frase, ma quest'anno l'Europa ha sicuramente compiuto un passo importante in questa direzione: il 27 marzo, con 560 voti a favore, 35 contrari e 28 astensioni, il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva 2019/904 sulla riduzione dell'impatto di…

Lo scorso novembre la Commissione europea ha votato per la maggioranza a favore dell’utilizzo del glifosato all’interno dell’UE per altri cinque anni. Nonostante gli scontri, i dubbi, le discussioni nel mondo scientifico, il “sì” è passato. Scopriamo insieme perché questa sostanza si sia meritata spesso le prime pagine dei giornali.

Il confinamento casalingo e la limitazione degli spostamenti di miliardi di persone hanno avuto effetti immediati sia sopra sia sotto i nostri piedi. Meno traffico, meno inquinamento Iniziamo guardando alla nostra atmosfera che sembra avere fatto una cura disintossicante. I satelliti di osservazione della Terra di NASA ed ESA sono…

La plastica in ambiente marino è una minaccia costante per la fauna. È un problema crescente e, per quanto riguarda le tartarughe marine, un recente studio pubblicato su Scientific Reports e commentato nelle pagine del sito del New York Times – Science, ha cercato di quantificare la plastica necessaria a uccidere questi animali.

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