Sapere Scienza

Sapere Scienza

La Fondazione Carla Fendi, in occasione della nuova edizione del Festival dei 2Mondi di Spoleto, continua il suo percorso nella Scienza inaugurato con successo nel 2018.

 

Domenica 30 giugno, alle 11:00, il Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi di Spoleto ospiterà Ecce Robot, una narrazione integrata dalle astrazioni scientifiche dell'intelligenza artificiale alle applicazioni pratiche della robotica. A seguire il Premio Carla Fendi a due eccellenze femminili della Soft Robotica italiana, mentre dalle 10:00 si aprirà l'installazione Neural Mirror, nella ex Chiesa della Manna d'Oro.

 

Neural Mirror è una installazione che impiega l'intelligenza artificiale portandola in ambito artistico e di ricerca. Il visitatore, davanti ad interfacce specchianti, diventerà un flusso di informazioni interpretato e messo in scena dall’AI che ne rielaborerà l’immagine in tempo reale, trasformandola in un alter ego digitale. Le peculiarità fisiche saranno lette insieme al sesso, ai riferimenti demografici, agli stati emozionali: un riflesso virtuale, una sorta di identikit che la memoria dell’intelligenza artificiale affida a un segno grafico trasmesso alla stampa.

Informazioni aggiuntive

  • città Spoleto

Il Premio Turing 2019 è stato assegnato a Yoshua Bengio, Geoffrey Hinton e Yann LeCun per le innovazioni concettuali e ingegneristiche che hanno reso le reti neurali profonde un componente critico per il calcolo. Cosa significa? Di quale tipo di riconoscimento si tratta? Di cosa si occupano i vincitori di quest'anno? Capiamolo insieme.

Una partita a poker può significare molto di più di quanto immaginiamo. Lo sanno gli scienziati della Carnegie Mellon University che hanno descritto, in un articolo pubblicato su Science, lo sviluppo di un programma di intelligenza artificiale, chiamato Pluribus, che è in grado di battere dei professionisti in una partita da 6 giocatori di Texas hold'em poker. Questo è un compito molto complesso per un algoritmo e apre le porte a sviluppi importanti in altri settori quali la strategia militare ma anche la medicina e la cyber security.

Nelle sale cinematografiche sta per arrivare la pellicola su Han Solo, uno dei protagonisti della celebre e amatissima saga di Star Wars. Uno dei luoghi più evocativi della vecchia pellicola è Tatooine, il pianeta in cui è vissuto Luke Skywalker e dal quale si può ammirare un tramonto con due soli. Ed ecco che la fantasia irrompe nella realtà: corpi celesti che ruotano intorno a due o più soli esistono e gli astronomi della Columbia University hanno trovato un modo per individuare quelli che potrebbero ospitare la vita.

La comprensione del linguaggio e il suo utilizzo da parte dell'intelligenza artificiale sta divenendo un ambito in cui impiegare sempre più risorse: le nuove tecnologie, dalla ricerca in rete all'utilizzo di assistenti vocali come Alexa e Siri, fino ad arrivare alla domotica, necessitano di caratteristiche sempre più sofisticate. I ricercatori del MIT, in un articolo presentato durante la Empirical Methods in Natural Language Processing conference (conferenza riguardante i metodi empirici nell'elaborazione del linguaggio naturale), hanno descritto un nuovo metodo per insegnare alle macchine un linguaggio, prendendo spunto dal modo in cui i bambini imparano a parlare.

Il cubo di Rubik è un famoso rompicapo in tre dimensioni inventato negli anni Settanta. Un gioco a cui molti adolescenti (ma anche adulti) di quell'epoca si sono dedicati, complesso e appassionante dal punto di vista logico-matematico e manuale. È per questo motivo che risolvere questo tipo di puzzle è una sfida rilevante per un robot, per testarne le abilità. Ora, finalmente, Dactyl ci è riuscito. Di cosa si tratta? Che significato ha questo traguardo? Capiamolo insieme.

Dire quasi la stessa cosa. Si intitola così una delle opere di Umberto Eco, pubblicata nel 2003 e dedicata alla teoria della traduzione: una disciplina complessa che non può risolversi in una meccanica sostituzione di parole ma che coinvolge le culture delle lingue in questione, l'evoluzione dei linguaggi, le sensibilità di autori e traduttori e gli stili adoperati. Ed è proprio su quest'ultimo fattore che si sono concentrati i ricercatori del Dartmouth College (Stati Uniti). Per migliorare le traduzioni di testi svolte da un'intelligenza artificiale, in particolare per convertire un documento in differenti stili che si possano adattare a fasce di pubblico diverse, gli studiosi hanno fornito ai loro algoritmi dei dati particolari: hanno addestrato i propri calcolatori con la Sacra Bibbia.

Pagina 1 di 3

petrocelli

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.