Sapere Scienza

Sapere Scienza

Tra le verdi e fitte foreste del Guatemala, per secoli, sono state nascoste le rovine di una civiltà di cui, fino a ora, probabilmente, conoscevamo ancora pochissimo. Queste sono le rivelazioni dei ricercatori impegnati nel progetto triennale “PACUNAM LiDAR Initiative” che ha come obiettivo la mappatura di 14.000 chilometri quadrati di bassopiani guatemaltechi. La prima fase si è già mostrata ricca di svolte, tutto grazie a una strumentazione “presa in prestito” dalla geologia.

Romanzi e pellicole di fantascienza sono stati spesso la scintilla creativa che ha spinto team di scienziati verso progetti ambiziosi che, con grandi investimenti di risorse, hanno portato il futuro nelle nostre case. Nonostante decenni di ricerche, c’è qualcosa che gli studiosi non sono ancora riusciti a riprodurre: si tratta di ologrammi tridimensionali, simili a quello che compare nel primo episodio di Star Wars. Si tratta dell’ormai iconica proiezione della Principessa Leia che chiede aiuto a Obi-Wan Kenobi, coraggioso cavaliere Jedi e ultima speranza di salvare la galassia dai seguaci del Lato Oscuro della Forza. Qualcosa di molto somigliante a quell’immagine mostrata dal piccolo robot R2-D2 (C1-P8 nella versione italiana) è stata da poco ricreata nei laboratori della Brigham Young University, a Provo, nello Utah.

Molti di noi avranno sentito parlare di laser per la prima volta guardando il temibile fascio con il quale Goldfinger cercava di annientare James Bond nel terzo film dedicato all’Agente 007 o la spada dei cavalieri Jedi in Guerre stellari.

 

Laser è l’acronimo inglese di Light Amplification by the Stimulated Emission of Radiation, ossia amplificazione di luce tramite emissione stimolata di radiazioni. Fu Albert Einstein, nel 1917, ad intuire che fosse possibile indurre un atomo ad emettere un determinata radiazione se illuminato da una radiazione dello stesso tipo. Il laser presenta delle particolari caratteristiche che lo rendono molto utile in numerosi ambiti di ricerca. È unidirezionale, infatti la luce laser si propaga in una direzione ben definita; è monocromatico, possiede un’unica lunghezza d’onda; è coerente, il fascio laser è costituito da onde della stessa frequenza e della stessa fase che si sommano l’una all’altra.

Con il Nobel per la Fisica ad Arthur Ashkin, Donna Strickland e Gérard Mourou continua la fortunata saga dei laser, che trae origine dalla scoperta dell'emissione stimolata da parte di Albert Einstein nel 1916, si sviluppa nel 1958 con il lavoro di Arthur L. Schawlow and Charles H. Townes, insigniti poi del premio Nobel, e culmina con la realizzazione del primo dispositivo laser funzionante, da parte di Theodore Maiman nel 1960.

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