Sapere Scienza

Sapere Scienza
Due settimane fa, in banca, ho assistito a una scena che nel suo piccolo racconta un mondo del lavoro che cambia inesorabilmente. Le postazioni che un tempo si chiamavano “cassa” erano vuote. L’unico dipendente della banca presente in sala (non più giovanissimo) stazionava davanti a una macchina che effettua prelievi…

Esistono strutture complesse, quali piattaforme petrolifere e navi, che sono sottoposte costantemente all'azione di onde e correnti. Purtroppo, dopo decenni di attività, un'onda anomala o una tempesta possono distruggere queste strutture portando a conseguenze anche molto gravi come, ad esempio, disastri ambientali di considerevoli dimensioni. Gli ingegneri del MIT-Massachusetts Institute of Technology hanno sviluppato un algoritmo che individua rapidamente i tipi di eventi estremi che potrebbero presentarsi con maggiore probabilità in un ambiente come l'oceano, dove onde di aventi differenti valori di velocità, lunghezza e altezza, generano stress o pressioni su imbarcazioni o piattaforme portando, in alcuni casi, a situazioni di pericolo.

La valutazione dello stato di coscienza in un paziente è un terreno minato. Ad oggi non abbiamo ancora stabilito con criteri oggettivi una definizione di "coscienza" e l'esame per misurarla consiste in un test effettuato dal personale medico direttamente sull'interessato, senza l'ausilio di una strumentazione e di risultati non strettamente legati all'interpretazione del singolo. Proprio alla luce di questo, gli scienziati stanno cercando da anni un modo di stimare lo stato di coscienza di una persona con nuove tecniche di analisi. In un articolo pubblicato sulla rivista Brain, la risposta sembra essere un algoritmo che passa in rassegna i segnali forniti da un elettroencefalogramma. Ma siamo pronti a far decidere a una macchina la condizione di vita o di morte di un essere umano?

Nelle sale cinematografiche sta per arrivare la pellicola su Han Solo, uno dei protagonisti della celebre e amatissima saga di Star Wars. Uno dei luoghi più evocativi della vecchia pellicola è Tatooine, il pianeta in cui è vissuto Luke Skywalker e dal quale si può ammirare un tramonto con due soli. Ed ecco che la fantasia irrompe nella realtà: corpi celesti che ruotano intorno a due o più soli esistono e gli astronomi della Columbia University hanno trovato un modo per individuare quelli che potrebbero ospitare la vita.

S'intitola proprio così - con un simpatico riferimento alla pellicola "Indiana Jones e i predatori dell'arca perduta" - l'articolo che descrive come un gruppo di ricercatori abbia utilizzato una tecnica, che combina radiografie e intelligenza artificiale, non solo per riportare alla luce dipinti nascosti al di sotto dello strato pittorico…
È un nome evocativo quello di uno dei progetti scelti dalla Comunità Europea per lo sviluppo della ricerca su vasta scala nei prossimi decenni. Una macchina del tempo. Dove sarà in grado di portarci e con quali mezzi? Cerchiamo di orientarci tra le prime notizie che giungono dal sito ufficiale.

Le piccole increspature di una lente a contatto o le imperfezioni di un bicchiere di vetro. Queste sono caratteristiche dei materiali difficili da cogliere, persino in ambienti molto illuminati. I ricercatori del MIT-Massachusetts Institute of Technology hanno trovato il modo di vedere l'invisibile al buio, distinguere particolarità o interi oggetti trasparenti, quasi impossibili da decifrare, in condizioni di mancanza di luce. Come hanno fatto e a cosa serve una tecnica come questa? Capiamolo insieme.

La comprensione del linguaggio e il suo utilizzo da parte dell'intelligenza artificiale sta divenendo un ambito in cui impiegare sempre più risorse: le nuove tecnologie, dalla ricerca in rete all'utilizzo di assistenti vocali come Alexa e Siri, fino ad arrivare alla domotica, necessitano di caratteristiche sempre più sofisticate. I ricercatori del MIT, in un articolo presentato durante la Empirical Methods in Natural Language Processing conference (conferenza riguardante i metodi empirici nell'elaborazione del linguaggio naturale), hanno descritto un nuovo metodo per insegnare alle macchine un linguaggio, prendendo spunto dal modo in cui i bambini imparano a parlare.

L'intelligenza artificiale è la protagonista di numerose ricerche in altrettanto numerosi ambiti della scienza: dalle scienze dei materiali alla fisica, passando anche per le discipline umanistiche. Sono in grado di macinare enormi quantità di dati e questo le rende attualmente degli strumenti insostituibili. Recentemente sono stati progettati nuovi modi per analizzare dati con le AI e questi traguardi sembrano suggerirci una domanda molto insidiosa. In un futuro lontano le macchine sostituiranno gli scienziati? Un articolo pubblicato su Quanta magazine riflette sulla questione.

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