Sapere Scienza

Sapere Scienza

Nel campo delle scienze applicate si procede spesso per tentativi ed errori: è così, per esempio, che si sperimentano e si trovano i giusti materiali per la realizzazione di determinate tecnologie. Ciò succedeva anche per i LED ma i ricercatori della University of Houston hanno ideato un nuovo algoritmo: è abbastanza efficiente da poter girare su un comune personal computer e predire le proprietà di più di 100.000 composti per poter trovare il migliore per la produzione di fosfòri per questo tipo di illuminazione.

Due settimane fa, in banca, ho assistito a una scena che nel suo piccolo racconta un mondo del lavoro che cambia inesorabilmente. Le postazioni che un tempo si chiamavano “cassa” erano vuote. L’unico dipendente della banca presente in sala (non più giovanissimo) stazionava davanti a una macchina che effettua prelievi e depositi. Con pazienza ammirevole, cercava di insegnare a un anziano signore come utilizzare la macchina. Guardando la scena, mi chiedevo chi dei due fosse più mortificato: il bancario che certificava la fine del suo lavoro o l’utente che vedeva svanire un servizio goduto per una vita intera.

 

La progressiva scomparsa degli operatori di sportello segue il destino di altre figure professionali che in questi anni sono state decimate: il benzinaio, il casellante autostradale, il venditore di dischi/CD/ DVD e molte altre. Questa estate attraversavo la campagna assieme alla mia mamma, 85 anni. A un certo punto mi ha chiesto: «Cos’è questo deserto? Dove sono i contadini? In luglio le nostre campagne dovrebbero essere piene di gente che lavora!». Ho provato a spiegarle che le cose sono molto cambiate in agricoltura, e da parecchio tempo.

 

I fattori che oggi scuotono il mondo del lavoro sono molteplici, ma due giocano un ruolo chiave: automazione e diffusione di un’informazione sempre più veloce e straripante. Quest’ultima è l’essenza di quella che viene indicata come economia digitale, e che forse sarebbe meno fumoso chiamare economia dell’informazione. Infatti è l’informazione, costantemente a portata di mano, che ha cambiato del tutto le regole del gioco. Dal commercio online, che mette a diretto contatto domanda e offerta di “cose”, fino alla cosiddetta gig economy, dove il lavoratore offre una serie di servizi, diventando imprenditore. Questi sviluppi aprono numerosi interrogativi che non hanno ancora risposta. Ad esempio, come si tutelano i diritti di lavoratori che spesso non hanno letteralmente un volto?

 

L’informazione è anche alla base dello sviluppo del cosiddetto machine learning. Un articolo pubblicato recentemente su Nature mostra che una macchina “istruita” con 129.000 immagini di lesioni della cute è in grado diagnosticare un tumore alla pelle con un livello di accuratezza non inferiore a quello di un dermatologo di grande esperienza. Ma anche qui gli interrogativi per il futuro non mancano: un bravo medico non sarà mai solo un notificatore di diagnosi.

 

Ho scoperto di recente che il termine economia digitale, pur inflazionato, non si è ancora guadagnato una voce italiana su Wikipedia. Esiste in armeno, serbo e vietnamita, ma non in italiano. Uno dei più potenti simboli della rivoluzione digitale - l’enciclopedia online che ha eliminato dalle nostre case lo scaffale con i volumi - sembra suggerire che forse non conosciamo e comprendiamo a sufficienza quello che sta accadendo nel mondo del lavoro. E ancor meno gli interrogativi che ne derivano.

 

Oggi lo studente spesso si interroga sulle prospettive di impiego: le certezze sono saltate, il posto fisso tende a scomparire. Molti ragazzi faranno un lavoro che oggi ancora non esiste, e abbiamo il dovere di dirglielo. Di sicuro, dovranno farsi venire in mente molte più idee innovative di quanto non abbiamo dovuto fare noi.

 

Non ci posso credere: eccone una in tempo reale. Giuro, non è un escamotage per chiudere il pezzo. Mia figlia, 16 anni, rientra ora dalla spesa. Entusiasta e stupefatta mi racconta che ha pagato il fornaio con una macchina automatica. Il commesso non tocca più il denaro, con guadagno di igiene e tempi di attesa.

 

Se sapremo governare il cataclisma che sta accadendo e non perderemo per strada il buon senso, forse potremo divertirci.

Esistono strutture complesse, quali piattaforme petrolifere e navi, che sono sottoposte costantemente all'azione di onde e correnti. Purtroppo, dopo decenni di attività, un'onda anomala o una tempesta possono distruggere queste strutture portando a conseguenze anche molto gravi come, ad esempio, disastri ambientali di considerevoli dimensioni. Gli ingegneri del MIT-Massachusetts Institute of Technology hanno sviluppato un algoritmo che individua rapidamente i tipi di eventi estremi che potrebbero presentarsi con maggiore probabilità in un ambiente come l'oceano, dove onde di aventi differenti valori di velocità, lunghezza e altezza, generano stress o pressioni su imbarcazioni o piattaforme portando, in alcuni casi, a situazioni di pericolo.

Nelle sale cinematografiche sta per arrivare la pellicola su Han Solo, uno dei protagonisti della celebre e amatissima saga di Star Wars. Uno dei luoghi più evocativi della vecchia pellicola è Tatooine, il pianeta in cui è vissuto Luke Skywalker e dal quale si può ammirare un tramonto con due soli. Ed ecco che la fantasia irrompe nella realtà: corpi celesti che ruotano intorno a due o più soli esistono e gli astronomi della Columbia University hanno trovato un modo per individuare quelli che potrebbero ospitare la vita.

I bambini affetti da disturbi dello spettro autistico mostrano spesso difficoltà nel riconoscimento delle emozioni provate dalle persone che li circondano. In un nuovo studio, i cui risultati sono stati pubblicati su Science Robotics, è stata testata una terapia che ha come protagonista un piccolo robot in grado di mostrare differenti stati emozionali ai pazienti e di registrarne le reazioni. I dati raccolti, elaborati da una intelligenza artificiale, promettono di poter essere la base di nuove terapie personalizzate per far sì che i soggetti interessati possano imparare ad interagire sulla base delle emozioni proprie e dell'interlocutore, in questo caso il robot stesso.

Dire quasi la stessa cosa. Si intitola così una delle opere di Umberto Eco, pubblicata nel 2003 e dedicata alla teoria della traduzione: una disciplina complessa che non può risolversi in una meccanica sostituzione di parole ma che coinvolge le culture delle lingue in questione, l'evoluzione dei linguaggi, le sensibilità di autori e traduttori e gli stili adoperati. Ed è proprio su quest'ultimo fattore che si sono concentrati i ricercatori del Dartmouth College (Stati Uniti). Per migliorare le traduzioni di testi svolte da un'intelligenza artificiale, in particolare per convertire un documento in differenti stili che si possano adattare a fasce di pubblico diverse, gli studiosi hanno fornito ai loro algoritmi dei dati particolari: hanno addestrato i propri calcolatori con la Sacra Bibbia.

La valutazione dello stato di coscienza in un paziente è un terreno minato. Ad oggi non abbiamo ancora stabilito con criteri oggettivi una definizione di "coscienza" e l'esame per misurarla consiste in un test effettuato dal personale medico direttamente sull'interessato, senza l'ausilio di una strumentazione e di risultati non strettamente legati all'interpretazione del singolo. Proprio alla luce di questo, gli scienziati stanno cercando da anni un modo di stimare lo stato di coscienza di una persona con nuove tecniche di analisi. In un articolo pubblicato sulla rivista Brain, la risposta sembra essere un algoritmo che passa in rassegna i segnali forniti da un elettroencefalogramma. Ma siamo pronti a far decidere a una macchina la condizione di vita o di morte di un essere umano?

La comprensione del linguaggio e il suo utilizzo da parte dell'intelligenza artificiale sta divenendo un ambito in cui impiegare sempre più risorse: le nuove tecnologie, dalla ricerca in rete all'utilizzo di assistenti vocali come Alexa e Siri, fino ad arrivare alla domotica, necessitano di caratteristiche sempre più sofisticate. I ricercatori del MIT, in un articolo presentato durante la Empirical Methods in Natural Language Processing conference (conferenza riguardante i metodi empirici nell'elaborazione del linguaggio naturale), hanno descritto un nuovo metodo per insegnare alle macchine un linguaggio, prendendo spunto dal modo in cui i bambini imparano a parlare.

In archeologia ci sono quesiti che difficilmente trovano risposta con i tradizionali metodi di indagine. È per questo che un gruppo di ricercatori argentini e spagnoli ha utilizzato tecniche statistiche di machine learning per analizzare la relazione tra mobilità e tecnologia di gruppi di cacciatori-raccoglitori che hanno occupato il sud della Patagonia da 12.000 anni fa fino alla fine del XIX secolo. I risultati sono stati pubblicati in un articolo della rivista Royal Society Open Science.

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tirelli

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