Sapere Scienza

Sapere Scienza

Una discoteca e una folla forse troppo numerosa per quegli spazi: stanno aspettando l'inizio del concerto di Sfera Ebbasta, cantante esponente del genere trap in Italia, quando qualcuno spruzza in aria dello spray al peperoncino. Seguono momenti di panico e confusione. Le persone si spostano verso uno scivolo situato all'uscita posteriore del locale, accalcandosi, mentre una balaustra crolla. Il bilancio della serata è di 6 morti e 120 feriti. Oltre alla manutenzione delle strutture, al rispetto della capienza dei locali e ai controlli del pubblico all'ingresso prima di un evento, esistono anche altri modi per far sì che situazioni come queste non si trasformino in tragedie. Da anni, nell'ambito della matematica applicata, si studia il comportamento di grandi flussi di individui e proprio in questi giorni è utile ricordare una ricerca dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IAC-CNR), pubblicata su Journal on Applied Mathematics della Society of Industrial and Applied Mathematics nel 2016, e il cui coautore, Emiliano Cristiani, è stato interpellato dopo i fatti di Corinaldo (Ancona).

Dopo 44 anni c'è nuovamente un italiano tra i matematici insigniti della Medaglia Fields, maggior riconoscimento mondiale per la matematica, assegnato dall'Unione Matematica Internazionale: è Alessio Figalli, 34 anni, matematico teorico e professore ordinario al Politecnico di Zurigo.

Presentiamo un problema che sembra difficile, lungo e noioso ma che si può risolvere al volo. Immaginiamo di voler dividere una torta ma in mdo molto particolare: quanto fa la metà di due terzi di tre quarti di quattro quinti di cinque sesti di sei settimi di sette ottavi di otto noni di nove decimi, di mille fette di torta?

Guardando le infiorescenze di un girasole nell’immagine di copertina, è facile notare qualcosa che spesso ci sfugge: la distribuzione dei singoli fiori segue una regola precisa. Non siamo più abituati all’osservazione attenta dell’universo che ci circonda e purtroppo non ci accorgiamo che la bellezza della natura ci parla attraverso il linguaggio della matematica.

Le api sanno sempre stupirci: da loro dipendono una gran parte delle colture che permettono il nostro sostentamento grazie al loro importante ruolo di impollinatori e vivono in società dalla struttura complessa, in cui ciascun individuo svolge una funzione precisa per il bene della comunità. Ora sappiamo che, oltre che con la geometria - scegliendo la forma esagonale per le celle che costituiscono il favo - se la cavano egregiamente anche con la matematica. Lo studio pubblicato su Science Advances da un gruppo di ricercatori del Royal Melbourne Institute of Technology (Australia) e dell'Università di Tolosa (Francia), descrive come questi insetti siano riusciti a imparare a svolgere addizioni e sottrazioni.

“La matematica, vista dalla giusta angolazione, non possiede solo la verità, ma anche la suprema bellezza: una bellezza fredda e austera, come quella della scultura; una bellezza che non fa appello ai nostri sentimenti più grossolani, che non ha gli ornamenti sgargianti della musica o della pittura; una bellezza pura e sublime, capace della rigorosa perfezione, propria solo della più grande arte”. Affermava questo Bertrand Russell, il celebre filosofo e matematico gallese. E se la rigorosa perfezione della matematica divenisse uno strumento per ricostruire la bellezza pura e sublime di un’opera d’arte danneggiata? Scopriremo come questo sia possibile durante la Notte Europea dei Ricercatori che avrà luogo domani, 30 settembre.

"Il DNA fa l'RNA, l'RNA fa le proteine e le proteine fanno noi" con questa frase Francis Crick, vincitore del Nobel per la medicina nel 1962, mette in luce ciò che oggi è ben noto a tutti: comprendere il meccanismo che regola le funzionalità degli esseri viventi significa comprendere la struttura ed il funzionamento delle cosiddette macromolecole biochimiche, cioè DNA, RNA e proteine. Un aspetto forse meno noto è che un significativo contributo in tal senso si deve alla matematica e in particolare alla disciplina che prende il nome di teoria dei nodi.

Lo state facendo in questo preciso momento. State usando la vostra vista per leggere questo articolo. È automatico e probabilmente non vi siete mai chiesti qual è il meccanismo che vi permette di osservare il mondo. Gli scienziati lo hanno fatto, anzi è da anni che cercando di spiegare come funziona la visione umana: questo perché è un fenomeno più complesso di quanto si possa immaginare e molte sue fasi non sono ancora state comprese nel dettaglio. E se chiedessimo aiuto alla matematica e creassimo un modello per capire come occhi e cervello ci permettono di percepire ciò che ci circonda?

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clark

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