Sapere Scienza

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Da 80 anni, i fisici cercano di dimostrare, senza successo, che la materia oscura è costituita da particelle esotiche. Ora, un gruppo di ricercatori in Ohio suggerisce che questa potrebbe essere formata da qualcosa di molto più ordinario, con una massa compresa tra una palla da tennis e un pianeta nano e una densità uguale a quella di una stella di neutroni, secondo una teoria che si concilia bene con il Modello Standard.

Un team internazionale di scienziati, guidato da un gruppo di astrofisici della Durham University, ha osservato una galassia con una sorta di strascico di materia oscura. Questo attardarsi della materia oscura è il primo potenziale segno di una sua possibile interazione con una forza diversa da quella di gravità.

Dopo una pausa di due anni, a marzo riprenderà a funzionare il Large Hadron Collider (LHC) del CERN che, secondo quanto annunciato durante un incontro al meeting annuale dell'American Association for the Advancement of Science, potrebbe svelare misteri legati all'antimateria e alla materia oscura entro la fine dell'anno.

Un nuovo studio coordinato da due italiani rivela che nell'Universo i blazar, buchi neri potentissimi che emettono raggi gamma, sono più numerosi di quanto si pensasse. Un lavoro che potrebbe avere implicazioni importanti nella comprensione della natura della misteriosa materia oscura.

Comprendere la reale natura dell’Universo in cui viviamo e come questo si sia evoluto dopo il Big Bang rimane uno dei principali scopi della fisica del nuovo millennio. Da che cosa è costituita la massa invisibile nello spazio che oggi identifichiamo con la materia oscura? Dove è finita poi l’antimateria prodotta, secondo le attuali leggi di simmetria, durante i primi istanti di vita del cosmo? A tutt’oggi due misteri irrisolti della scienza. A tale scopo un gruppo di scienziati, grazie all’esperimento AMS, dall’inglese Alpha Magnetic Spectrometer, si è posto l’obiettivo di risolvere l’apparente rompicapo.

La materia oscura, che è ancora un mistero sebbene si pensi che costituisca l'85 per cento dell'Universo, potrebbe essere così sfuggente perche cambia la sua forma: particelle "fantasma" nelle grandi strutture dell'Universo ma superfluido in scale più piccole.

Ci siamo. L'acceleratore LHC, che di recente ha permesso di scoprire il bosone di Higgs, la sfuggente particella di Dio, sta per ripartire. Oggi la conferenza stampa del Direttore Generale del CERN Rolf Heuer. 

L'Universo si trova in una fase di espansione accelerata, ossia la velocità con cui si espande sta aumentando. Questa scoperta venne fatta nel 1998 da Saul Perlmutter, Brian Schmidt e Adam Riess, che ottennero nel 2011 il Premio Nobel per la Fisica. Gli scienziati hanno misurato oggi, nel modo più preciso mai fatto, il tasso di questa espansione e il risultato trovato è stato sorprendente.

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clark

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