Sapere Scienza

Sapere Scienza

Secondo i dati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel 2015, in Italia, il 12,8% della popolazione era tatuato. Questo è sicuramente un fenomeno in crescita da tenere sotto controllo per le sue ricadute sanitarie. Cos’è tecnicamente un tatuaggio? Quali sono i rischi connessi? Sono solo un modo per segnare sul nostro corpo simboli, riflessioni o immagini indelebili di esperienze passate?

In un giorno di pioggia oppure osservando un lavandino malfunzionante: quante volte siamo rimasti ipnotizzati dalla caduta di una goccia di liquido su una superficie. Non ci saremmo mai aspettati, però, che questo fenomeno potesse rivestire un ruolo importante in ambiti come l'agricoltura o la sanità. È proprio per questo che è stato studiato con attenzione dagli scienziati del MIT - Massachusetts Institute of Technology, che hanno descritto le loro scoperte in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Physical Review Letters.

In medicina la raccolta di un gran numero di dati provenienti da una popolazione estesa di pazienti è considerata, ormai da molto tempo, l'approccio giusto per giungere alla comprensione dello sviluppo di malattie e alla progettazione delle giuste terapie. È stato, però, pubblicato da poco un articolo della University of California di Berkeley, in collaborazione con la Drexel University di Philadelphia, la University of Pennsylvania e la Groningen University, che suggerisce che l'uso dei big data potrebbero non essere la soluzione migliore.

È l’Università di Maastricht, in Olanda, a ottenere un importante primato nella ricerca scientifica: un team di scienziati è riuscito per la prima volta a impiantare un embrione artificiale in una femmina di topo. La gravidanza non è andata avanti ma questo esperimento è la base privilegiata attraverso la quale comprendere cosa succede nelle prime fasi di una gestazione e mettere a punto nuove terapie per combattere l’infertilità.

Una nuova tecnologia lab-on-a-chip, capace di rivelare in che modo le cellule umane comunicano, potrebbe portare a nuove terapie per curare il cancro e malattie autoimmuni. È questo il lavoro svolto da un gruppo di ricercatori provenienti dal Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT University, Australia), dall'École polytechnique fédérale de Lausanne (EPFL) e dal Ludwig Institute for Cancer Research, sempre a Losanna (Svizzera). I risultati ottenuti sono stati pubblicati in un articolo sulla rivista scientifica Small.

È stato pubblicato ieri, su Science, il lavoro portato avanti da un gruppo di ricercatori della John Hopkins University di Baltimora, in Maryland, riguardante l’individuazione e la localizzazione di tumori adoperando la biopsia liquida. Di cosa stiamo parlando e quali vantaggi potrebbe portare lo sviluppo di questa tipologia di diagnosi?

Nel mare magnum dell’informazione, in cui sta diventando sempre più difficile mantenere la giusta rotta, i temi riguardanti la sanità pubblica sono stati spesso oggetto di confusione e diffusione di argomentazioni false o distorte. È il caso delle vaccinazioni. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in questo piccolo spazio.

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tirelli

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