Sapere Scienza

Sapere Scienza

È l’Università di Maastricht, in Olanda, a ottenere un importante primato nella ricerca scientifica: un team di scienziati è riuscito per la prima volta a impiantare un embrione artificiale in una femmina di topo. La gravidanza non è andata avanti ma questo esperimento è la base privilegiata attraverso la quale comprendere cosa succede nelle prime fasi di una gestazione e mettere a punto nuove terapie per combattere l’infertilità.

I ricercatori della Cleveland Clinic hanno da poco pubblicato su Science Translation Medicine un articolo riguardante un nuovo metodo per ripristinare la sensazione naturale di movimento in pazienti con protesi agli arti superiori. Questa nuova tecnica potrebbe potenziare le capacità di controllo delle protesi stesse, portando alla gestione indipendente delle attività giornaliere e migliorando la qualità della vita di chi ha subito un’amputazione.

L'esistenza di dispositivi che tracciano alcuni dei nostri parametri fisiologici non è una novità. Alcuni sono già a nostra disposizione: un esempio è il Fitbit, un orologio che, quando è indossato, è in grado di fornirci dati sulla nostra attività fisica, sul battito cardiaco e sui ritmi di sonno. Ce ne sono altri, in fase di sperimentazione, come abbiamo potuto leggere in articoli precedenti, ancora molto legati a componenti elettroniche invadenti. Gli scienziati che hanno pubblicato recentemente i risultati del proprio lavoro su Science Advances, però, stanno facendo un ulteriore passo in avanti.

È stato pubblicato ieri, su Science, il lavoro portato avanti da un gruppo di ricercatori della John Hopkins University di Baltimora, in Maryland, riguardante l’individuazione e la localizzazione di tumori adoperando la biopsia liquida. Di cosa stiamo parlando e quali vantaggi potrebbe portare lo sviluppo di questa tipologia di diagnosi?

Più di uno lo avrà guardato in cagnesco, quel giovane rettore dell'Università di Bari. Un Nicola Pende dai capelli impomatati, bravo sì, ma soprattutto scaltro e ben ammanicato. Quando infatti, in quel lontano 15 gennaio 1925, nella magnifica cornice del Teatro Petruzzelli tenne il discorso inaugurale di una realtà fortemente voluta da Mussolini e per la quale egli stesso aveva molto lavorato, si era già fatto parecchi nemici.

A poco a poco, dalle cliniche psichiatriche e dai laboratori militari, le sostanze psichedeliche si propagarono nel mondo. Grazie al suo effetto di amplificazione della creatività molti artisti, cantanti, scrittori ed intellettuali iniziarono a usare l'LSD. Diversi gruppi musicali diedero vita al cosiddetto rock psichedelico tra cui i Grateful Dead, i Pink Floyd, Jimi Hendrix, i Doors, i Jefferson Airplane e persino i Beatles. La storia della sostanza si fonde, quindi, molto strettamente a quella della controcultura degli anni Sessanta principalmente in Gran Bretagna (per approfondimenti si rimanda al libro Albion Dreaming) e negli Stati Uniti, per i quali traccio qui brevemente la storia.

Negli anni in cui era ancora legale, l'LSD era impiegato nelle terapie per i malati terminali, sia come cura palliativa per il dolore, sia per favorire l'accettazione della morte imminente. Grazie all'LSD il concetto di morte poteva essere radicalmente cambiato: la nostra cultura occidentale ci porta a identificarci col nostro corpo ma, grazie alle esperienze psichedeliche e all'allargamento della coscienza, si è capaci di concepirsi come qualcosa di più grande e si percepisce la morte come un'avventura per la nostra coscienza, un varcare una dimensione infinita di cui non sappiamo nulla.

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tirelli

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