Sapere Scienza

Sapere Scienza

Copiare dei file da un dispositivo all’altro, eseguire un backup, trasferire dati in un cloud. Ci succede tante volte di spostare una memoria. E se questo potesse accadere anche tra esseri viventi? Gli scienziati della UCLA - University of California di Los Angeles sono riusciti a far questo in un esperimento effettuato su delle lumache marine. Scopriamo insieme le fasi e i risultati dello studio pubblicato su eNeuro.

Il funzionamento della memoria ci continua ad affascinare: è costituito da meccanismi che adoperiamo nella vita quotidiana e che, la maggior parte delle volte, desidereremmo migliorare. Ci aspettiamo che la conoscenza di questi processi ci aiuti non solo a potenziare le nostre prestazioni cognitive ma anche a trovare terapie per patologie come l'Alzheimer. Negli ultimi anni gli scienziati hanno studiato in maniera approfondita come il cervello acquisisce e memorizza diversi tipi di informazioni e stanno giungendo a risultati curiosi e incoraggianti. Sembra, infatti, che esista un legame tra memoria e navigazione. Questa non è una connessione del tutto nuova ma, trovarne le prove, apre le porte a nuove sperimentazioni e applicazioni. Ne ha parlato Jordana Cepelewicz su Quanta Magazine.

Siamo legati ai nostri ricordi, cerchiamo in tanti modi di migliorare la nostra memoria ma raramente parliamo dell'altra faccia della medaglia: il dimenticare. Scordare diviene una nostra preoccupazione solo in situazioni spiacevoli o anche drammatiche ma capire come il cervello rimuova parti di ciò che abbiamo appreso o di cui abbiamo avuto esperienza è l'obiettivo di molti ricercatori. Questo perché ricordare e dimenticare hanno mostrato di essere meccanismi strettamente legati e per descrivere l'uno non si può prescindere dall'altro. In un articolo pubblicato su Quanta Magazine è stato approfondito questo lato della ricerca nelle neuroscienze.

La paura è un'emozione forgiata dall'evoluzione. È antica e ci ha insegnato a difenderci. Portata agli eccessi, nei tempi moderni, si è trasformata anche in patologia: conosciamo tutti il significato di disturbi dell'ansia e stress post-traumatico. Esistono nel nostro cervello degli interruttori per spegnere la paura "a comando"? Se sì, dove si trovano e come funzionano? Sono le domande a cui hanno iniziato a rispondere i ricercatori della fondazione scientifica basca Ikerbasque, in collaborazione con l'istituto italiano NICO (Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi) dell'Università di Torino e altri centri spagnoli, tedeschi e francesi. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Neuron.

Anche in questo istante, è in corso la perdita – silenziosa, progressiva, inarrestabile e irreversibile – di milioni di ore di registrazione di musica, suoni, voci, testimonianze di vita passata. Un’erosione della memoria collettiva dovuta all’intrinseca instabilità fisica e chimica dei supporti sonori, che si traduce in un’aspettativa di vita…
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petrocelli

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