Sapere Scienza

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Qualche tempo fa mi è stato proposto di scrivere un articolo sull'LSD (dietilammide-25 dell'acido lisergico), sulla scia del clamore mediatico suscitato dal primo trial clinico per lo studio degli effetti del cosiddetto "microdosing". È diventato abbastanza popolare, specialmente tra chi lavora nel campo della tecnologia (come nella Silicon Valley), assumere piccole dosi di questa sostanza psichedelica per migliorare creatività, energia e umore. Nel caso dell'LSD si tratta di quantità che si aggirano intorno ai 10-20 µg, mentre una dose normale è dai 50 µg in su. Questa droga è, infatti, una delle sostanze psicoattive più potenti, essendo, ad esempio, 100 volte più attiva della psilocibina e 4000 volte più attiva della mescalina.

Negli anni in cui era ancora legale, l'LSD era impiegato nelle terapie per i malati terminali, sia come cura palliativa per il dolore, sia per favorire l'accettazione della morte imminente. Grazie all'LSD il concetto di morte poteva essere radicalmente cambiato: la nostra cultura occidentale ci porta a identificarci col nostro corpo ma, grazie alle esperienze psichedeliche e all'allargamento della coscienza, si è capaci di concepirsi come qualcosa di più grande e si percepisce la morte come un'avventura per la nostra coscienza, un varcare una dimensione infinita di cui non sappiamo nulla.

clark

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