Sapere Scienza

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Le macchine molecolari, o nanomacchine, sono microscopiche strutture grandi circa un miliardesimo di metro. Proprio come dei congegni meccanici in miniatura, possono cambiare forma, ruotare, piegarsi o avanzare nello spazio. I movimenti sono innescati da precisi stimoli, chimici o luminosi, che li rendono facilmente controllabili.

Con Vincenzo Balzani, professore emerito dell’Università di Bologna e pioniere della ricerca sulle macchine molecolari, il nostro paese è arrivato ad un passo dal premio Nobel per la Chimica 2016. Balzani ha contribuito in modo fondamentale non solo alla realizzazione dei primi prototipi di macchine molecolari, in collaborazione con i premiati Fraser Stoddart e Jean-Pierre Sauvage, ma anche allo sviluppo e al consolidamento dei concetti alla base di questo campo di ricerca. Perché, allora, non è tra i premiati?

petrocelli

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