Sapere Scienza

Sapere Scienza

È stato dimostrato per la prima volta che gli astrociti, le cellule cerebrali a forma di stella finora considerate passive, possono essere eccitati con uno campo elettrico applicato da un dispositivo organico. Questa forma di eccitazione è importante per il funzionamento dell'attività neuronale nella memoria e nell'apprendimento. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.

A quanti di voi sarà capitato, in un momento di particolare agitazione, di soffrire di disturbi intestinali? Spesso nervosismo, stati d'ansia e patologie più gravi sembrano riflettersi in fastidi e dolori a livello di "pancia". Il legame tra intestino e cervello è già conosciuto dagli scienziati ma un recente studio ha dimostrato che la connessione tra questi due organi è più stretta di quanto fino a ora sapessimo.

Copiare dei file da un dispositivo all’altro, eseguire un backup, trasferire dati in un cloud. Ci succede tante volte di spostare una memoria. E se questo potesse accadere anche tra esseri viventi? Gli scienziati della UCLA - University of California di Los Angeles sono riusciti a far questo in un esperimento effettuato su delle lumache marine. Scopriamo insieme le fasi e i risultati dello studio pubblicato su eNeuro.

Tra i principali obiettivi delle neuroscienze moderne c’è la comprensione dei processi degenerativi alla base di patologie quali l’ictus cerebrale o l’Alzheimer che hanno un’incidenza sempre maggiore nei Paesi più ricchi, con l’aumento dell’età media della popolazione. Gli studi che ho svolto durante il mio Dottorato in

Siamo legati ai nostri ricordi, cerchiamo in tanti modi di migliorare la nostra memoria ma raramente parliamo dell'altra faccia della medaglia: il dimenticare. Scordare diviene una nostra preoccupazione solo in situazioni spiacevoli o anche drammatiche ma capire come il cervello rimuova parti di ciò che abbiamo appreso o di cui abbiamo avuto esperienza è l'obiettivo di molti ricercatori. Questo perché ricordare e dimenticare hanno mostrato di essere meccanismi strettamente legati e per descrivere l'uno non si può prescindere dall'altro. In un articolo pubblicato su Quanta Magazine è stato approfondito questo lato della ricerca nelle neuroscienze.

Sarà capitato anche a voi di avere una irrefrenabile voglia di cibo salato? Pizza, patatine, pop corn, panzerotti, arancine, solo per citarne alcuni. Può succedere a tutti, non solo alle donne in gravidanza, ed è il cervello che regola questo desiderio. Gli scienziati del Caltech hanno identificato i neuroni che stimolano e spengono la voglia di sale attraverso la sperimentazione in laboratorio sui topi. I risultati, pubblicati su Nature, costituiscono un inizio nella comprensione della regolazione del desiderio di sodio negli esseri umani.

La paura è un'emozione forgiata dall'evoluzione. È antica e ci ha insegnato a difenderci. Portata agli eccessi, nei tempi moderni, si è trasformata anche in patologia: conosciamo tutti il significato di disturbi dell'ansia e stress post-traumatico. Esistono nel nostro cervello degli interruttori per spegnere la paura "a comando"? Se sì, dove si trovano e come funzionano? Sono le domande a cui hanno iniziato a rispondere i ricercatori della fondazione scientifica basca Ikerbasque, in collaborazione con l'istituto italiano NICO (Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi) dell'Università di Torino e altri centri spagnoli, tedeschi e francesi. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Neuron.

È stata realizzata per la prima volta la connessione sinaptica tra neuroni tramite un dispositivo elettronico (memristore) sviluppato da polimeri, garantendo funzionalità analoghe alle sinapsi naturali. Viene così abilitata la diretta comunicazione tra neuroni in modo artificiale, aprendo prospettive nelle interfacce cervello-computer e nella protesica di nuova generazione. La ricerca, condotta dall'Istituto dei Materiali per l'Elettronica ed il Magnetismo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IMEM), è stata pubblicata su Advanced Materials Technologies.

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clark

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