Sapere Scienza

Sapere Scienza

Molti pazienti affetti da depressione o disturbi d'ansia vivono stati d'animo negativi che li portano a focalizzare l'attenzione sui possibili svantaggi di una data situazione, invece che sui benefici potenziali. I neuroscienziati del MIT-Massachusetts Institute of Technology hanno localizzato una regione del cervello che può generare questa tipologia di risposta pessimista. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Neuron.

Siete anche voi dei fan di Westworld? La serie, prodotta da HBO e trasmessa in Italia sulle reti Sky, è ormai giunta alla seconda stagione. Azione, fantascienza e dramma interagiscono sulla sfondo di scenari mozzafiato. Se non conoscete questa storia di robot, in grado di portarci a riflettere su questioni etiche e scientifiche, continuate a leggere: potreste decidere di recuperare la prima stagione e farvi trascinare in questa affascinante storia.

Poco più di un anno fa, durante il meeting dei National Institutes of Health dedicato alle implicazioni etiche delle neuroscienze, era stato descritto un esperimento svolto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Yale: le teste di 32 maiali (Sus scrofa domesticus) erano state prelevate da un mattatoio ed erano state ripristinate le funzioni dei cervelli da esse estratti. L'articolo in cui è descritta la ricerca è stato ora pubblicato su Nature, ridestando la curiosità dei non esperti e i dubbi etici della comunità scientifica.

Questa settimana, nell’ambito degli appuntamenti legati alle intersezioni tra arte e scienza, ho intervistato Matteo Farinella. Laureato in biologia, dopo una laurea specialistica in neurobiologia e un dottorato in neuroscienze alla UCL - University College of London, Matteo è riuscito a unire la sua passione per il disegno e la…

Attacchi di fame nervosa. Molti li hanno sperimentati ma solo in alcuni casi sono legati a una condizione patologica. Se si potesse controllare questo meccanismo per evitare gravi patologie? Scientific American ne ha parlato in un articolo dedicato al lavoro portato avanti dal neurochirurgo Casey Halpern della Stanford University e pubblicato su Proceedings of the National Accademy of Sciences nel dicembre scorso.

A quanti di voi sarà capitato, in un momento di particolare agitazione, di soffrire di disturbi intestinali? Spesso nervosismo, stati d'ansia e patologie più gravi sembrano riflettersi in fastidi e dolori a livello di "pancia". Il legame tra intestino e cervello è già conosciuto dagli scienziati ma un recente studio ha dimostrato che la connessione tra questi due organi è più stretta di quanto fino a ora sapessimo.

Copiare dei file da un dispositivo all’altro, eseguire un backup, trasferire dati in un cloud. Ci succede tante volte di spostare una memoria. E se questo potesse accadere anche tra esseri viventi? Gli scienziati della UCLA - University of California di Los Angeles sono riusciti a far questo in un esperimento effettuato su delle lumache marine. Scopriamo insieme le fasi e i risultati dello studio pubblicato su eNeuro.

Durante il meeting dell’NHI - National Institutes of Health, tenutosi il 28 marzo 2018 per discutere le implicazioni etiche della ricerca nelle neuroscienze, è stato descritto un esperimento molto particolare: gli scienziati dell'Università di Yale hanno ripristinato la circolazione nei cervelli di maiali decapitati e mantenuto in vita gli organi così rianimati per 36 ore. Un risultato che apre le porte su più approfondite conoscenze scientifiche ma anche su un mondo inesplorato che richiederebbe maggiori regole e controlli.

Sarà questa la persona giusta per me? Dovrei comprare casa? Sarà il caso di assumere questa medicina? Prendere decisioni difficili, scelte strategiche, coinvolge diversi fattori, alcuni dei quali entrano in gioco in tempi diversi. Spezzettiamo il problema in una serie di decisioni più piccole. Questo processo gerarchico è diretto quando la sequenza porta alla conclusione desiderata ma, quando ciò non accade, è molto difficile per noi capire cosa sia andato storto. Una nuova ricerca, pubblicata su Science, ha tentato di comprendere come il nostro cervello ragioni sulle possibili cause di fallimento dopo una decisione gerarchizzata.

Tra i principali obiettivi delle neuroscienze moderne c’è la comprensione dei processi degenerativi alla base di patologie quali l’ictus cerebrale o l’Alzheimer che hanno un’incidenza sempre maggiore nei Paesi più ricchi, con l’aumento dell’età media della popolazione. Gli studi che ho svolto durante il mio Dottorato in
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