Sapere Scienza

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La plastica in ambiente marino è una minaccia costante per la fauna. È un problema crescente e, per quanto riguarda le tartarughe marine, un recente studio pubblicato su Scientific Reports e commentato nelle pagine del sito del New York Times – Science, ha cercato di quantificare la plastica necessaria a uccidere questi animali.

Una nuova strada si è aperta verso la conversione degli scarti vegetali in materiali sostenibili ma dalle caratteristiche simili a quelle di nylon, plastiche e combustibili: è una nuova famiglia di enzimi scoperti da un gruppo di ricercatori provenienti dalla University of Portsmouth, dal US Department of Energy's National Renewable Energy Laboratory (NREL) e dalla University of California di Los Angeles. Lo stesso team, in aprile, aveva pubblicato i risultati di uno studio riguardante il miglioramento di un enzima capace di digerire la plastica.

Le lenti a contatto sono, per chi soffre di difetti della vista, un comodo sostituto degli occhiali. I nuovi materiali sono confortevoli e l'igiene è assicurata da un corretto utilizzo e un frequente ricambio, a seconda della durata del prodotto che utilizziamo. Che fine fanno quelle piccole pellicole dopo averci reso un così prezioso servizio? Si è posto questa domanda Rolf Halden, direttore del Center for Environmental Health Engineering presso il Biodesign Institute dell'Arizona State University, e la risposta non è affatto rassicurante.

Le plastiche non danneggiano solo l'ambiente. Anche la nostra salute è spesso a rischio a causa di alcuni componenti di questi materiali che sono a oggi ancora molto utilizzati nell'industria alimentare. Gli scienziati sono alla ricerca di alternative valide ma, nel frattempo, è il caso di comprendere la composizione delle plastiche che adoperiamo nella vita di tutti i giorni. Questa non è esattamente un'impresa semplice. Lo sanno i ricercatori del progetto PlastX che hanno condotto uno studio sulla tossicità e composizione chimica dei prodotti di consumo in plastica, come ad esempio vasetti degli yogurt e spugne da bagno. Cosa avranno scoperto?

Oggi, 5 giugno, in tutto il mondo si celebra la Giornata dell'Ambiente, un'occasione per acquisire consapevolezza e agire in difesa del nostro pianeta. La festività, proclamata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ogni anno – dal 1974 a oggi – ha posto sotto i riflettori un tema diverso su cui riflettere. L'argomento scelto per il 2018 è la "lotta alla plastica monouso".

La plastica ci ha invasi e non ci sarà mai un luogo abbastanza lontano, isolato e incontaminato in cui non incontreremo tracce di questo inquinamento. È la conclusione a cui è possibile arrivare leggendo i risultati della ricerca sulle microplastiche in atmosfera del CNRS-Centre national de la recherche scientifique, il centro nazionale francese per la ricerca scientifica, pubblicati su Nature Geoscience.

Il 95 per cento dei 50 miliardi di noci di cocco raccolte ogni anno nel mondo è posseduto da circa 10 milioni di coltivatori, che guadagnano meno di 2 dollari al giorno. Sarebbe possibile raddoppiare il loro guadagno? Sì, con l’idea di Elisa Teipel, ingegnere meccanico e fondatrice, insieme ad…

Gli ecosistemi terrestri stanno risentendo pesantemente delle nostre difficoltà nella gestione dei rifiuti, in particolar modo della plastica. Ma forse, un giorno neanche troppo lontano, potremo dire addio a questo materiale, infatti i chimici della Colorado State University hanno pubblicato un lavoro su Science che rappresenta un passo avanti verso materiali sostenibili dalle proprietà estremamente competitive.

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