Sapere Scienza

Sapere Scienza

La lettura del bestseller "Cinquanta sfumature di grigio" potrebbe essere dannosa per la salute. Secondo un nuovo studio, infatti, le donne adulte che hanno letto il libro di E. L. James hanno maggiori probabilità di esibire segni di disordini alimentari e di avere dei partner che abusano verbalmente di loro.

Dietro i banchi di scuola come nei nostri uffici continuiamo a renderci conto che ciascuno di noi percepisce la realtà in maniera differente e riesce ad acquisire nuove conoscenze con approcci molto diversi. Da decenni pedagogisti e psicologi cognitivi classificano questa serie di modalità di studio come stili di apprendimento. Cosa sono? È proprio vero che ognuno di noi adotta uno specifico stile di apprendimento e che solo quello può risultare vincente nella propria esperienza? Un nuovo studio pubblicato su Anatomical sciences education - e di cui parla un articolo di Scientific American - sembra scardinare questa concezione che per molti anni è stata usata e abusata nella costruzione dei programmi scolastici americani ma anche italiani.

Quando si parla di eroi siamo soliti pensare a singoli uomini coraggiosi, altruisti, forti, in grado di risolvere situazioni complesse o salvare delle vite unicamente grazie alle proprie straordinarie capacità. Definiamo questa tipologia di persone disegnandone un ipotetico profilo psicologico. Una recente ricerca della Ohio State University ci suggerisce, però, che possono esistere altre forme di eroismo e lo fa analizzando uno degli eventi storici più drammatici del XX secolo: il genocidio del Ruanda.

La comprensione del funzionamento delle reti sociali è un obiettivo che investe più ambiti del sapere, dalla psicologia all'etologia, passando per le scienze politiche e il marketing. Attualmente si conosce molto di come la "saggezza della popolo" forgi il comportamento di gruppi numerosi di persone mentre si sa meno delle dinamiche di insiemi di persone più contenuti - come i gruppi di amici - e delle loro modalità di interazione al fine di prendere decisioni, in particolare modo quando si tratta di designare un leader. I ricercatori della NYU Tandon School of Engineering sono riusciti a esaminare le logiche dietro la formazione spontanea, nel tempo, di una leadership in gruppi di poche persone e hanno pubblicato i loro risultati su The Royal Society Interface.

Il Festival della Psicologia torna a Torino, alla sua quarta edizione, da venerdì 6 a domenica 8 aprile 2018.

 

Io non ho paura è il tema sul quale rifletteranno psicologi, psicoanalisti, scrittori e filosofi italiani e stranieri. Oggetto di conferenze, dialoghi e conversazioni - tutti gratuiti alla Cavallerizza Reale - saranno in particolare i fenomeni terroristici, per provare a trovare insieme una chiave di lettura inedita e una possibile strada di comprensione, che vada oltre le spiegazioni politiche, economiche e storiche che sembrano oggi non bastare più.

 

Gli approfondimenti spazieranno dal rapporto tra terrorismo e religione al concetto di trauma, con le sue implicazioni sulla psiche, dal ruolo della letteratura nel raccontare la violenza alla necessità di spiegare il terrore ai bambini. Si parlerà di attualità con incontri sul concetto di confine, sull’accoglienza, sul rapporto tra violenza e realtà virtuale e sugli ostacoli all’emancipazione femminile nel mondo musulmano.

 

Da quest’anno la direzione scientifica della manifestazione, organizzata dall’Ordine degli Psicologi del Piemonte, è dello psicoanalista Massimo Recalcati.

 

L'evento è realizzato con il patrocinio e la partnership di Regione Piemonte, Consiglio Regionale del Piemonte e Università degli Studi di Torino e con il patrocinio della Città di Torino.

 

Per informazioni e prenotazioni, è possibile consultare il sito www.psicologiafestival.it

Informazioni aggiuntive

  • città Torino

In medicina la raccolta di un gran numero di dati provenienti da una popolazione estesa di pazienti è considerata, ormai da molto tempo, l'approccio giusto per giungere alla comprensione dello sviluppo di malattie e alla progettazione delle giuste terapie. È stato, però, pubblicato da poco un articolo della University of California di Berkeley, in collaborazione con la Drexel University di Philadelphia, la University of Pennsylvania e la Groningen University, che suggerisce che l'uso dei big data potrebbero non essere la soluzione migliore.

Mancano pochi giorni a Natale e, probabilmente, alcuni di voi staranno cercando il regalo giusto per figli (propri o di amici) e nipoti. Visitando vetrine e negozi ci si rende conto che la scelta è immensa. Quale sarà l'oggetto più adatto? Proprio in questo mese, l'American Academy of Pediatrics, ha pubblicato un articolo dedicato alla selezione dei giocattoli per bambini, un documento molto utile per individuare un dono "sano" in maniera consapevole.

tirelli

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.