Sapere Scienza

Sapere Scienza

Una selva di oggetti, una collezione in primo piano in una sorta di palcoscenico in cui sembra dominare l'horror vacui, l'orrore del vuoto. Una confusione inquietante intervallata da figure umane e nature morte: tutto questo e molto altro è l'opera The Paston Treasure, recentemente analizzata dai ricercatori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Proprio quell'inquietudine data dalle strane sfumature di colore e dal sovraffollamento dell'immagine hanno guidato gli scienziati verso una scoperta misteriosa.

Plutone, il mondo ghiacciato che si trova a circa 6 miliardi di chilometri dal Sole, sembra emettere raggi X ad alta energia associati a gas caldi milioni di gradi. Questa scoperta, se confermata, renderebbe Plutone la più lontana sorgente di raggi X del nostro Sistema Solare e potrebbe migliorare la nostra conoscenza dell'atmosfera del pianeta nano.

Alcune pergamene romane sono sopravvissute all'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che ha colpito Ercolano e Pompei, ma sono troppo fragili per essere srotolate e consultate. Ora, però, un nuovo studio realizzato dal Cnr di Napoli e pubblicato su Nature Communications propone un nuovo metodo di imaging non invasivo per riuscire a leggerle.

Come vi accennavo nel post precedente possiamo identificare con precisione i "colori" di un’opera d’arte adoperando alcune tecniche diagnostiche. In questa puntata parlerò della diffrazione di raggi X (XRD): non solo utile per i pigmenti ma anche applicabile per la caratterizzazione di pietre preziose, materiali utilizzati a fini conservativi e prodotti di corrosione o di inclusione di metalli, rocce, ceramiche, vetri e smalti. Le tecniche basate sulla diffrazione di raggi X, adoperabili su cristalli singoli o su piccoli quantitativi di polveri, sono fondamentali per il progresso delle conoscenze in campo archeometrico e per la conservazione e restauro dei beni culturali.

Vincent Van Gogh, come molti altri artisti, riutilizzava le tele di lavori oramai abbandonati per dipingervi sopra nuove opere. Ciò che è rimasto nascosto per anni agli occhi di storici dell’arte e studiosi rappresenta una finestra sulla genesi di tanti capolavori. Nell’immagine in evidenza possiamo ammirare “Il sentiero d’erba”, un olio su tela risalente al 1887 conservato nel Kröller-Müller Museum di Otterlo, nei Paesi Bassi. Dietro lo strato pittorico a noi visibile si nasconde un volto di donna simile alla “Testa di Donna” del 1884-85 dello stesso autore. Nel 2008, per curiosare al di là della superficie conosciuta, non sono state adoperate le usuali tecniche di imaging: gli scienziati si sono affidati alla fluorescenza a raggi X (XRF), applicata in una maniera un po’ particolare.

clark

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.