Sapere Scienza

Sapere Scienza

Se siete lettori appassionati di scienza, spesso avrete incontrato link ad articoli pubblicati su riviste scientifiche specializzate. Alcuni di voi si saranno chiesti chi e cosa stabilisca che il contenuto di quel documento sia valido. Soprattutto, dopo la pubblicazione su The Lancet dell’articolo-bufala dell’ex-medico Andrew Wakefield - che collegava alcune vaccinazioni all’autismo - dubbi e domande sul metodo di convalida da parte dell’editoria scientifica sono più che leciti. Lo strumento che dovrebbe impedire che questi episodi accadano è la peer review.

Quante volte vi sarà capitato di leggere sui giornali di una importante ricerca scientifica e di non riuscire ad afferrarne immediatamente il contenuto. O, ancora, di non capire il perché venga svolta, il suo scopo, le sue ripercussioni sulla società. Un disegno, però, può essere più chiaro e immediato di mille parole. Sono proprio queste le basi di ERCcOMICS, un progetto dell'ERC-European Research Council in cui la narrazione visiva - il visual storytelling - conferisce una nuova e intrigante veste alla comunicazione scientifica in Europa.

In questi giorni, presso la sede principale del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, si è tenuto un convegno sulla geologia marina in Italia, molto partecipato e per certi versi un po' sofferto.

L'Istituto di Ricerca sulla Crescita Economica Sostenibile del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IRCRES) ha analizzato e individuato le principali motivazioni che promuovono o ostacolano la mobilità dei dottori di ricerca in Scienze sociali e umane. I risultati, pubblicati su International Journal of Computational Economics and Econometrics e Higher Education da Emanuela Reale, Lucio Morettini e Antonio Zinilli, ricercatori dell'IRCRES, rafforzano evidenze già emerse in altri ambiti scientifici: l'investimento del paese d'origine in Ricerca e sviluppo è tra i principali fattori che spingono i ricercatori al rientro, mentre la presenza di famiglie numerose ostacola mobilità e carriera. Abbiamo chiesto agli autori della ricerca di spiegarci meglio ciò che hanno approfondito.

Quanto può essere difficile frequentare un corso di laurea in biologia per uno studente non udente? Molto, a giudicare dalle parole di Liam Mcmulkin, iscritto alla University of Dundee, in Scozia, dal 2015. Liam è sordo dalla nascita ma questo non gli ha impedito di coltivare la sua passione per le scienze e di arrivare all'istruzione universitaria. Questo livello di formazione, però, richiede una conoscenza della lingua superiore e alcuni termini tecnici non sono traducibili nella lingua dei segni se non attraverso lo spelling delle singole lettere. Poco pratico in un laboratorio o durante una lezione, vero? Ma il ragazzo non si è perso d'animo e ha trovato una soluzione.

Eleggiamo il Parlamento Europeo dal 1979, ma molti ignorano quali siano davvero i compiti dell'Unione Europea (UE) e quali i suoi bilanci. Questa comunità di 28 nazioni e 515 milioni di persone ha un budget annuale inferiore a quello del piccolo Belgio: circa 140 miliardi di euro. Ogni cittadino europeo contribuisce alla cassa comune con 75 centesimi al giorno, meno di un caffè. Come si compone questo budget?

Anno Domini 2514. È la data in cui l'esperimento avviato dai microbiologi tedeschi, scozzesi e americani, guidati da Ralf Moeller, dell'agenzia spaziale tedesca (DLR-Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt), terminerà. Una raccolta di dati secolare per studiare la resistenza e la capacità di sopravvivere per lunghi periodi di tempo di determinati batteri. I risultati della prima fase della ricerca è stata da poco pubblicata su PLoS ONE. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.

Gli scienziati si controllano a vicenda. Il sistema si chiama peer-review (revisione tra pari); la procedura è laboriosa, ma dovrebbe garantire la qualità della produzione scientifica. Come funziona e quali sono i "rischi" di questo sistema? L'editoriale di Nicola Armaroli, direttore di Sapere, sul numero di Sapere di agosto. 

A volte la ricerca scientifica può percorrere sentieri più tortuosi e avventurosi di quelli che riusciremmo a immaginare. È il caso degli studi riguardanti i quasi cristalli: minerali che, teoricamente, non dovrebbero esistere e che, invece, hanno spinto gli scienziati oltre le mura di laboratori e musei. Questa è la storia di un gruppo di studiosi americani e italiani che, a partire da un'idea e dei piccoli indizi, hanno raggiunto dei risultati sorprendenti. Siete pronti a ripercorrere i loro passi con noi?

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clark

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