Sapere Scienza

Sapere Scienza

Giungono notizie preoccupanti dalla Valle d'Aosta. Il ghiacciaio di Planpincieux, sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco, rischia di crollare sulla Val Ferret, sopra Courmayeur, e alcune zone sono state già evacuate per precauzione. La causa di questo evento imminente è il cambiamento climatico. Quali sono e saranno gli effetti del riscaldamento globale sui ghiacci terrestri ma anche sugli oceani? A questa domanda hanno risposto la scorsa settimana gli scienziati, autori dell'ultimo report pubblicato dall'IPCC-Intergovernmental Panel on Climate Change, l'organo delle Nazioni Unite che si occupa della valutazione dei dati scientifici legati ai cambiamenti climatici.

Gli effetti del riscaldamento globale non si stanno facendo attendere, anzi, alcuni sembrano in anticipo di 70 anni. Stiamo parlando dello scioglimento del permafrost canadese, nelle regioni artiche, fenomeno che sta allertando gli scienziati. I dati che hanno portato a questa scoperta sono raccolti nell'articolo pubblicato su Geophysical Research Letters da un gruppo di ricercatori della University of Alaska Fairbanks.

Gli effetti del cambiamento climatico sul tempo meteorologico e sulla salute umana sono spesso spiegati e sono conosciuti da molte persone. Però, poco si è detto finora dell'influenza che il riscaldamento globale può esercitare sul suolo. Il suolo, protagonista essenziale e silenzioso dell'equilibrio degli ecosistemi. Cos'è e cosa succederà in futuro? Lo hanno studiato i ricercatori della Rutgers University, negli Stati Uniti, e hanno pubblicato i loro risultati su Science Advances.

Non è la prima volta che sentiamo parlare di quanto il nostro stile di vita, nello specifico il modo in cui ci nutriamo, possa influenzare la salute del nostro pianeta oltre che la nostra. Questo legame sta divenendo sempre più stretto e rilevante per garantire un futuro alle generazioni che verranno. Proprio poche settimane fa, una commissione di esperti, ha pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet i risultati di uno studio che ha lo scopo di porre le basi per un nuovo sistema alimentare globale, partendo dalle nostre tavole e arrivando ai problemi di nutrizione e sostenibilità nell'intera umanità.

La Bibbia è sempre stato un testo (se non ”il” testo) di riferimento per la cultura occidentale, tanto da influenzarne in modo significativo il pensiero scientifico, oltre che l’etica e la morale. La crociata dei creazionisti, che rivendicano un'interpretazione letterale per negare l’Evoluzionismo e proporre teorie pseudo-scientifiche come il Disegno…

È settembre e l'estate sta per concludersi. In Italia e nel resto dell'Europa anche quest'anno sono state registrate giornate con temperature molto alte, al di sopra della media. Molti di voi si chiederanno se questi dati sono realmente preoccupanti e se sono legati al cambiamento climatico in atto. Gli scienziati hanno analizzato le temperature raccolte dalle stazioni meteorologiche dal 1950 al 2018 nel nostro continente e i risultati ottenuti non sono incoraggianti.

La riforestazione è, per definizione, la ricostituzione di un bosco o una foresta distrutti. È spesso citata come la soluzione migliore per abbassare la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera ma non è una soluzione così semplice come può apparire. Ricostituire un habitat comporta una serie di conseguenze naturali ma anche sociali ed economiche che è necessario considerare affinché questo tipo di azioni esprima al massimo il proprio potenziale positivo. Lo studio pubblicato pochi giorni fa su Science percorre questa strada, mettendoci in guardia: dobbiamo prendere decisioni velocemente perché il tempo a disposizione per la realizzazione di riforestazioni "ragionate" potrebbe non essere più sufficiente.

È stato firmato a Lecce, domenica 24 marzo 2019, un Joint Research Agreement per l'istituzione di quattro centri di ricerca congiunti localizzati nel Mezzogiorno. L'accordo è stato sottoscritto dal Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Massimo Inguscio, e l'Amministratore Delegato di ENI, Claudio Descalzi, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, del Ministro per il Sud Barbara Lezzi e del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. I ricercatori coinvolti si dedicheranno a progetti dedicati alla comprensione dei cambiamenti climatici e alla sostenibilità ambientale.

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