Sapere Scienza

Sapere Scienza

“Georischi, li (ri)conosco, mi difendo”, così si intitola la manifestazione che avrà luogo in numerose piazze d’Italia domenica prossima, 6 settembre. Sarà una giornata dedicata alla sensibilizzazione e divulgazione della conoscenza dei rischi geologici di un territorio – quello nazionale – che presenta molteplici problemi legati alla pericolosità e alla prevenzione (basti pensare alle tragedie mostrate dai telegiornali causate dal dissesto idrogeologico o da eventi sismici). Ma il rischio, in inglese hazard, può riguardare anche i monumenti, per i quali è redatta una specifica carta tematica, la Carta del Rischio.

L'Isola di Stromboli nell'arcipelago delle Eolie è un vulcano attivo. Spesso ci dimentichiamo di questi "dettagli" che però tornano prepotentemente alla ribalta quando accadono tragedie come quella del 3 luglio scorso, quando una fase esplosiva particolarmente violenta e improvvisa del vulcano ha causato una pioggia di lapilli e bombe vulcaniche, con emissione di gas e ceneri, anche a grande distanza, e l'innesco di numerosi incendi.

Esistono strutture complesse, quali piattaforme petrolifere e navi, che sono sottoposte costantemente all'azione di onde e correnti. Purtroppo, dopo decenni di attività, un'onda anomala o una tempesta possono distruggere queste strutture portando a conseguenze anche molto gravi come, ad esempio, disastri ambientali di considerevoli dimensioni. Gli ingegneri del MIT-Massachusetts Institute of Technology hanno sviluppato un algoritmo che individua rapidamente i tipi di eventi estremi che potrebbero presentarsi con maggiore probabilità in un ambiente come l'oceano, dove onde di aventi differenti valori di velocità, lunghezza e altezza, generano stress o pressioni su imbarcazioni o piattaforme portando, in alcuni casi, a situazioni di pericolo.

Studiare la storia dei vulcani e delle loro eruzioni può fornirci un efficace strumento per calcolare il rischio legato a eventi catastrofici nel nostro territorio e progettare le migliori misure affinché questi fenomeni non si traducano in perdite materiali e umane. Un gruppo internazionale di ricercatori ha da poco rivelato, in un articolo nella rivista scientifica Geology, l'esistenza di una grande eruzione, che avrebbe ricoperto di ceneri una vasta area del Mediterraneo centrale, avvenuta 29.000 anni fa presso i Campi Flegrei.

La tragedia di questi giorni ha portato tristemente alla ribalta della cronaca un sito bellissimo e misterioso, le Gole del Raganello in Calabria, un sistema di canyon lungo una ventina di chilometri nell'area del Parco Nazionale del Pollino: un gruppo di escursionisti è stato travolto da una piena improvvisa e violenta con un esito drammatico. Non volendo discutere sul problema, pur molto importante, del "se" e del "come" una tale tragedia fosse evitabile, proviamo a concentrarci sul perché un sito come questo si dimostra così interessante e attrattivo.

tirelli

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