Sapere Scienza

Sapere Scienza

Chi si è rivolto a uno specialista per modificare il proprio regime nutrizionale sa come possa essere difficile tenere traccia di tutto ciò che si mangia. Un nuovo sensore miniaturizzato, in grado di trasmettere informazioni su alcune sostanze ingerite, sviluppato dai ricercatori della Tufts University School Of Engineering, potrebbe divenire uno strumento utile per la salute di molti.

Le plastiche non danneggiano solo l'ambiente. Anche la nostra salute è spesso a rischio a causa di alcuni componenti di questi materiali che sono a oggi ancora molto utilizzati nell'industria alimentare. Gli scienziati sono alla ricerca di alternative valide ma, nel frattempo, è il caso di comprendere la composizione delle plastiche che adoperiamo nella vita di tutti i giorni. Questa non è esattamente un'impresa semplice. Lo sanno i ricercatori del progetto PlastX che hanno condotto uno studio sulla tossicità e composizione chimica dei prodotti di consumo in plastica, come ad esempio vasetti degli yogurt e spugne da bagno. Cosa avranno scoperto?

Quella che poteva essere una percezione, ora ha dei dati per essere confermata: vivere in aree altamente cementificate è dannoso per la salute respiratoria e oculare dei bambini, mentre vivere in aree con molto verde urbano è protettivo. A dirlo un'indagine curata dai ricercatori Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Emilia-Romagna e Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale - Regione Lazio (DepLazio), pubblicata su Environmental Health.

Una passeggiata in una pineta, un po' di riposo in riva al mare o la buona fatica nel prendersi cura di un giardino o un orto. Senza prove scientifiche, basandoci unicamente sull'esperienza personale, potremmo affermare che il contatto con la natura ci fa stare bene. Esiste, però, una misura di questo effetto? Ci sono dati che lo dimostrano? Sembrerebbe di sì, secondo quanto riporta un articolo pubblicato su Scientific Reports.

La lettura del bestseller "Cinquanta sfumature di grigio" potrebbe essere dannosa per la salute. Secondo un nuovo studio, infatti, le donne adulte che hanno letto il libro di E. L. James hanno maggiori probabilità di esibire segni di disordini alimentari e di avere dei partner che abusano verbalmente di loro.

No, non è la classica maglia della salute in cotone che, in inverno, dovrebbe proteggerci dal freddo. Questa, però, potrebbe essere una versione smart del celebre indumento, in grado di registrare i parametri fisiologici di una persona durante l'attività sportiva e non solo.

Espresso, macchiato, decaffeinato, americano: in tutte le sue declinazioni è il nostro migliore amico quando abbiamo bisogno di un po’ di carica per iniziare la giornata o di una pausa dai nostri mille impegni. Il caffè è stato spesso demonizzato in passato, anche accusato di essere un vizio. Per nostra fortuna, numerosi studi sembrano scagionare l’amata “tazzulella” che, invece, può divenire un vero e proprio alleato della nostra salute.

Un semplice e solitario caffè, una tazza di caffellatte in cui inzuppare i biscotti oppure uova e pancetta in perfetto stile anglosassone? Il nostro concetto di colazione può essere molto variabile ma chi tra noi non sente il bisogno di quell'iniezione mattutina di energia? Fa male, invece, chi dissente. Uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology ha evidenziato, infatti, che la cattiva abitudine di saltare la colazione è associata a un rischio significativamente più alto di morire a causa di malattie cardiovascolari.

Una soluzione a base di acqua e aghi di abete bianco della montagna toscana ottenuta attraverso un processo di cavitazione idrodinamica controllata, ha dimostrato capacità antiossidanti equiparabili o migliori rispetto alle sostanze comunemente usate come riferimento, dalle vitamine C ed E, al resveratrolo alla quercetina. È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori del CNR, dell'Istituto di BIoMETeorologia-IBIMET (HCT-agrifood Laboratory) e dell'Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri (IRET), pubblicato dalla rivista Foods.

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tirelli

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