Sapere Scienza

Sapere Scienza

This is a man’s world, but it wouldn’t be nothing, nothing without a woman or a girl. Questo è un mondo dell’uomo ma non sarebbe niente senza una donna o una ragazza. Cantava così James Brown nel 1966. Ho pensato subito a questa canzone leggendo della scoperta di una sepoltura che rivelerebbe l’esistenza di una dinastia di donne nel sito di Pueblo Bonito, nel Chaco Canyon, in New Mexico. Il matriarcato in epoca preistorica è una questione molto dibattuta e, non esistendo fonti scritte, sono gli archeologi insieme agli scienziati a dover ricostruire i fatti con il loro lavoro certosino su luoghi e oggetti, proprio come si fa con una scena del crimine.

Sentire parlare di termiti ci riporta subito alla mente scenari di distruzione. Ma, come ci racconta un articolo da poco pubblicato su New York Times Science, questi insetti sono in grado di stupirci con la loro capacità di mantenere società complesse con una suddivisione precisa del lavoro, di coltivare funghi e di costruire cattedrali in cui la circolazione dell'aria e la temperatura sono stabili. La lista riguardante le straordinarietà delle termiti non finisce qui e lo studio pubblicato su BMC Biology ne è una dimostrazione. Sembra, infatti, che alcune colonie di termiti siano composte da soli individui di sesso femminile.

Puntuale come ogni anno, oltre al colore Pantone e alla lista dei buoni propositi, è stata pubblicata dalla rivista Nature, a pochi giorni dalla fine del 2017, la lista delle dieci personalità scientifiche più importanti dell’anno. Una consuetudine che ci permette di comprendere la direzione intrapresa in numerosi ambiti della conoscenza e di curiosare nel futuro del progresso della nostra società.

Dodici anni fa fui invitato a tenere una conferenza presso la Fondazione di una multinazionale del settore alimentare, in Piemonte. Una fantastica realtà produttiva dove gli stabilimenti erano integrati nel tessuto della città e ospitavano asili e impianti sportivi. Bellissimo l'auditorium per gli eventi culturali, una sorta di cuore dell'impianto industriale. La serata era aperta ai dipendenti e alla cittadinanza; in prima fila – quasi a dare il buon esempio – sedeva un membro di spicco della famiglia che ha fondato e controlla il colosso dolciario. Rimasi colpito che si fosse preso la briga di venire ad ascoltare due giovani ricercatori che parlavano di scienza ed energia.

Il nome dell’uomo nell’immagine è Context 958. No, non è un androide, è un uomo che viene dal Passato per raccontarci com’era la vita nella Cambridge medievale, messa in ginocchio dalla peste.

In principio fu Facebook. Poi arrivarono Twitter, Instagram e tanti altri social network. Reti sociali: dovevano aiutare persone lontane a rimanere in contatto, a scambiarsi informazioni utili ma, con il passare del tempo, questi strumenti sono cresciuti, si sono trasformati tanto da renderci vittime di comportamenti sbagliati, frutto di questo nostro nuovo modo di vivere attraverso schermo e tastiera. I social media come condizionano la nostra vita? Molti stanno puntando il dito contro queste nuove tecnologie ma cosa dicono i dati?

Il fenomeno degli orti urbani - spazi verdi, solitamente di proprietà comunale e di dimensione variabili, gestiti da gruppi di cittadini - è in continua crescita in Italia. Ora i primi risultati del progetto SustUrbanFood dell'Università di Bologna, dedicato a studiare l'impatto dell'agricoltura in città, ci rivelano quanto queste preziose realtà facciano bene all'ambiente, alla società e all'economia.

Il Festival-Scienza di Cagliari (8-13 novembre 2018) è l'occasione per conoscere la scienza in modo semplice e accattivante. Sei giorni di appuntamenti con la fisica, la chimica, le scienze naturali, la matematica raccontate con una ricca varietà di linguaggi e attività per coinvolgere grandi e piccini, scuole e famiglie, ricercatori e semplici cittadini.

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