Sapere Scienza

Sapere Scienza

L’alta moda sembra aver strizzato l’occhio alla sostenibilità. Come due mondi apparentemente lontani possono aver trovato un terreno comune, in cui lusso e spreco zero riescono finalmente a incontrarsi? Tutto merito delle arance.

Il fenomeno degli orti urbani - spazi verdi, solitamente di proprietà comunale e di dimensione variabili, gestiti da gruppi di cittadini - è in continua crescita in Italia. Ora i primi risultati del progetto SustUrbanFood dell'Università di Bologna, dedicato a studiare l'impatto dell'agricoltura in città, ci rivelano quanto queste preziose realtà facciano bene all'ambiente, alla società e all'economia.

I musei, piccoli, medi o grandi che siano, sono integrati nel tessuto della nostra società, sono portatori di valori e possono stimolare la riflessione ma anche l'attivismo. Lo dimostra, con il suo lavoro, Curating Tomorrow, un servizio di consulenza per musei e per l'intero settore dei beni culturali. Lo scopo è quello di aiutare queste realtà a progettare - con le risorse a disposizione - percorsi che donino ai cittadini un contributo tangibile sui temi sociali e ambientali. Henry McGhie, il fondatore di questo servizio, ha pubblicato una interessante guida che mostra come il mondo museale possa incontrare gli obiettivi dell'Agenda 2030.

È stato firmato a Lecce, domenica 24 marzo 2019, un Joint Research Agreement per l'istituzione di quattro centri di ricerca congiunti localizzati nel Mezzogiorno. L'accordo è stato sottoscritto dal Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Massimo Inguscio, e l'Amministratore Delegato di ENI, Claudio Descalzi, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, del Ministro per il Sud Barbara Lezzi e del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. I ricercatori coinvolti si dedicheranno a progetti dedicati alla comprensione dei cambiamenti climatici e alla sostenibilità ambientale.

Il polistirene è onnipresente nelle nostre case: utilizzato per l’imballaggio e come isolante se espanso (noi tutti lo conosciamo con il nome di polistirolo), è anche il materiale con il quale sono prodotti oggetti per l’industria alimentare quali le posate usa e getta, i contenitori delle uova e i barattoli di creme o yogurt. Questo polimero è nostro compagno ormai da decenni e non ce ne libereremo tanto facilmente infatti non è biodegradabile. È uno dei suoi più grandi difetti. Fortunatamente, dall’Università del Maryland, stanno arrivando notizie positive: un gruppo di ricerca ha pubblicato su Science Advances un articolo riguardante un possibile sostituto del polistirene: il nanolegno.

Avete appena organizzato una bella grigliata con i vostri amici facendo fuori, con somma soddisfazione per il palato, diverse costate di vitello, salsicce e arrosticini vari. Non è mia intenzione rovinarvi la digestione, peraltro già resa difficoltosa dall’abbondante bevuta di vino rosso, ma occorre riflettere sull’impatto ambientale della scorpacciata.

Il gusto particolarmente amaro di alcune birre è ciò che fa la differenza tra amanti, degustatori e produttori artigianali della bevanda. Questa caratteristica è conferita dal luppolo (Humulus lupulus) e bilancia le note dolci di ingredienti quali l’orzo. Un gruppo di ricercatori della University of California, Berkeley è riuscito a conferire il giusto sapore amarognolo senza l’aggiunta di luppolo, modificando il DNA del lievito adoperato nella preparazione della birra. Come e perché hanno sperimentato questa soluzione?

La natura è un'infinita fonte di ispirazione per la scienza. I ricercatori dell'Università di Cambridge hanno progettato una foglia artificiale che, attraverso un processo simile alla fotosintesi, è in grado di produrre syngas. Di cosa si tratta? È l'inizio di un percorso verso nuove fonti di energia pulita?

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clark

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