Sapere Scienza

Sapere Scienza

Entrare nel mondo di Maurizio Montalti, anche solo visitando il suo sito, è come trasformarsi in Alice ed esplorare uno strano paese delle meraviglie composto da oggetti vivi, fatti di funghi, alghe e batteri. Maurizio nasce come ingegnere gestionale ma presto capisce di dover iniziare una nuova vita, un’esistenza che implichi la creazione di nuove forme e la riflessione sul mondo che lo circonda. Fa esperienza all’estero e alla fine si stabilisce in Olanda, dove studia design e microbiologia e apre il suo spazio, Officina Corpuscoli, lì dove può esprimere le proprie idee e competenze e la sua naturale inclinazione alla multidisciplinarità. Proprio per questo motivo l’ho intervistato per “Scienza e beni culturali”.

Il polistirene è onnipresente nelle nostre case: utilizzato per l’imballaggio e come isolante se espanso (noi tutti lo conosciamo con il nome di polistirolo), è anche il materiale con il quale sono prodotti oggetti per l’industria alimentare quali le posate usa e getta, i contenitori delle uova e i barattoli di creme o yogurt. Questo polimero è nostro compagno ormai da decenni e non ce ne libereremo tanto facilmente infatti non è biodegradabile. È uno dei suoi più grandi difetti. Fortunatamente, dall’Università del Maryland, stanno arrivando notizie positive: un gruppo di ricerca ha pubblicato su Science Advances un articolo riguardante un possibile sostituto del polistirene: il nanolegno.

In un mondo sempre più in accelerazione, dove ci siamo oramai assuefatti all’abitudine (sbagliata) del multitasking e ci lamentiamo in continuazione del tempo che non basta, ecco che nella seconda settimana di maggio arriva un giorno per riflettere sull’opportunità di rallentare i nostri ritmi: è la Giornata mondiale della lentezza.

Un compleanno importante quello dell’evento coordinato da Frascati Scienza e promosso dalla Commissione Europea dedicato al mondo della Scienza e dei ricercatori. Sono passati dieci anni dalla prima Notte Europea dei Ricercatori e tante sono le soddisfazioni e le conquiste che gli scienziati coinvolti in tutte le attività organizzate in questa occasione hanno raccolto. Hanno mostrato ai “non addetti” il fascino, l’utilità ma anche la routine che si nasconde dietro tutte le scoperte scientifiche. I numeri parlano chiaro:l’anno scorso è stata toccata la cifra record di 50.000 presenze.

L’alta moda sembra aver strizzato l’occhio alla sostenibilità. Come due mondi apparentemente lontani possono aver trovato un terreno comune, in cui lusso e spreco zero riescono finalmente a incontrarsi? Tutto merito delle arance.

Avete appena organizzato una bella grigliata con i vostri amici facendo fuori, con somma soddisfazione per il palato, diverse costate di vitello, salsicce e arrosticini vari. Non è mia intenzione rovinarvi la digestione, peraltro già resa difficoltosa dall’abbondante bevuta di vino rosso, ma occorre riflettere sull’impatto ambientale della scorpacciata.

Il gusto particolarmente amaro di alcune birre è ciò che fa la differenza tra amanti, degustatori e produttori artigianali della bevanda. Questa caratteristica è conferita dal luppolo (Humulus lupulus) e bilancia le note dolci di ingredienti quali l’orzo. Un gruppo di ricercatori della University of California, Berkeley è riuscito a conferire il giusto sapore amarognolo senza l’aggiunta di luppolo, modificando il DNA del lievito adoperato nella preparazione della birra. Come e perché hanno sperimentato questa soluzione?

tirelli

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