Sapere Scienza

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Small country, big dreams. In italiano "Piccola nazione, grandi sogni". È ciò che si legge sulla bandiera fissata su Beresheet la navicella spaziale della prima missione israeliana che ha come obiettivo la Luna. Un progetto che ha due aspetti rilevanti: questa è la prima missione al di fuori dell'orbita terrestre sostenuta quasi esclusivamente da fondi privati e, se sarà conclusa con successo, Israele sarà il quarto paese a compiere un allunaggio controllato, dopo i giganti Russia, Stati Uniti e Cina. Approfondiamo insieme la storia della realizzazione del progetto e seguiamone le tappe.

Viaggiare nello spazio richiede la presenza di aria, acqua e cibo a sufficienza per l'equipaggio, inoltre diviene necessario poter riciclare i prodotti di scarto del metabolismo degli astronauti. È per questo che riuscire a recuperare i reflui biologici per trasformarli in risorse vitali diviene un obiettivo da raggiungere in vista di missioni di lunga durata. Eu:CROPIS (Euglena Combined Regenerative Organic-Food Production in Space) è un progetto della DLR (Deutsches Zentrum für Luft und Raumfahrt, l'agenzia spaziale tedesca) e testerà la stabilità a lungo termine di sistemi di supporto alla vita per missioni sulla Luna e su Marte. Cos'è un sistema di supporto alla vita (biological life support system)? Come funziona? In che modo contribuirà a migliorare le condizioni per l'esplorazione spaziale?

L’idea che ci possano essere altre forme di vita nell’Universo ci affascina. Un esempio recente di questa ossessione – che  spesso è causa di circolazione incontrollata di notizie false in rete - è il celebre annuncio di Anonymous del giugno scorso: il gruppo di hacker attivisti aveva diffuso un video in cui si ipotizzava che la Nasa stesse per annunciare la scoperta di vita extraterrestre. La delusione di molti fu bruciante quando l’Agenzia spaziale americana smentì categoricamente il leak. Esiste, però, una storia molto interessante di un presunto avvistamento da parte della missione Apollo 16.

Molti di voi saranno venuti a conoscenza del problema dei rifiuti aerospaziali guardando Gravity, la pellicola del 2013 di Alfonso Cuarón, in cui la vita dei due astronauti protagonisti è messa in pericolo da un'onda di detriti ad alta velocità causata dallo scontro tra un missile russo e un satellite ormai in disuso. Stiamo veramente trasformando lo spazio in una discarica? Quali rischi presentano realmente i rifiuti che si trovano in orbita? Gli scienziati stanno cercando soluzioni per questo problema. La risposta potrebbe essere la missione RemoveDEBRIS.

L'astronauta Luca Parmitano è un tipo tosto e se qualcuno avesse mai pensato di metterlo in dubbio si sarebbe subito ricreduto vedendolo in azione nei due giorni in cui è passato come un turbine tra le sedi dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e quella Europea (ESA).

Una bistecca coltivata in laboratorio con un significativo risparmio di risorse ed energia. Questa potrebbe essere una soluzione per allentare la pressione dello sfruttamento del nostro Pianeta ma aiuterebbe anche le missioni spaziali che necessitano di cibo fresco e nutriente in vista, ad esempio, di futuri viaggi su Marte. Ora Aleph Farms, una start up di tecnologie applicate al cibo, è riuscita a "stampare" un pezzo di carne sintetica nella Stazione Spaziale Internazionale. Un primo passo verso un mondo più cruelty free e per un'alimentazione più ricca per gli astronauti.

È possibile che Venere per circa 2-3 miliardi di anni sia stato un pianeta temperato, con acqua allo stato liquido, al contrario di quello che possiamo osservare oggi. Sono i risultati di uno studio presentato da Michael Way del Goddard Institute for Space Science della NASA durante il EPSC (European Planetary Science Congress)-DPS (Division for Planetary Sciences) Joint Meeting 2019.

La missione Gaia, lanciata nel 2013, ha come obiettivo la raccolta di dati per realizzare la più precisa mappa tridimensionale della nostra galassia, sondando più di un miliardo di stelle. Il 25 aprile 2018 è stato rilasciato il secondo catalogo dei dati raccolti dall’ESA. Scopriamo insieme le caratteristiche di Gaia e le ultime novità di questo progetto tutto europeo.

La NASA sta lavorando su qualcosa di piccante. Non ci fraintendete: non si tratta di uno scandalo o di vicissitudini simili, ma proprio di peperoncino. Un gruppo di scienziati dell'agenzia spaziale statunitense sta per inviare nello spazio, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), il materiale necessario per crescere delle piante di peperoncino di varietà Española. Cos'ha di speciale questo progetto? Quali sono le sue finalità?

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