Sapere Scienza

Sapere Scienza

E luce fu, in un duplice senso. Sulla storia di una tecnica artistica che ancora oggi viene adoperata anche in ambiti scientifici e che diede vita ai possenti Bronzi di Riace e perché proprio la luce è alla base dell’analisi che ha permesso questo. La tecnica di fusione a cera persa e la fotoluminescenza sono i protagonisti di questo lunedì con “Scienza e beni culturali”.

Tutti abbiamo almeno un paio di blue jeans nel nostro armadio. Il loro tessuto è comodo, resistente, per non parlare del colore, adatto a ogni occasione. Le prime due caratteristiche saranno state anche quelle che hanno spinto gli antichi abitanti del Perù, 6000 anni fa, a costruire borse con questo tessuto. Cosa sappiamo della storia del jeans? E di quella dell’indaco, la tintura che ha reso famosa questa stoffa?

Judging a book through its cover. Giudicare un libro dalla copertina. È questo il titolo di una delle notizie pubblicate nella sezione news del sito del MIT, il Massachussets Institute of Technology, centro di eccellenza nel campo delle scienze e della tecnologia con sede a Cambridge, negli Stati Uniti. A cosa può essere riferita questa frase? Cosa ci vogliono dire gli scienziati? Come il poter “giudicare il libro dalla copertina” può influenzare il mondo della conservazione e del restauro dei beni culturali?

In una delle sale della National Gallery di Londra, fino a poco tempo fa, era conservato un affresco che un tempo era parte dell’aula capitolare del convento di San Francesco, a Siena. L’opera non è più in esposizione perché è stata sottoposta a indagini diagnostiche: se pensate che da una muratura in Italia, è giunta sino al piovoso Regno Unito, capirete sicuramente che la storia di questo dipinto debba essere stata piuttosto movimentata. Chi potrà raccontare le peripezie di questo prezioso frammento? Le narratrici d’eccezione saranno le proteine animali.

Mai un’alleanza fra scienza e filosofia fu così forte e duratura come quella tra medicina e il filosofo Ludwig Andreas Feuerbach che nel 1862 asseriva con una certa sicurezza: “l’uomo è ciò che mangia”. Oggi, a distanza di un secolo e mezzo, Feuerbach ha trovato un inaspettato ma potente alleato tecnologico. Si chiama SCiO: un piccolo scanner molecolare tascabile, in grado di analizzare la composizione chimica di minerali, composti fluidi, farmaci, ma soprattutto dei cibi che ingeriamo, fornendoci dati su ingredienti, calorie e sulle sostanze che possono provocare allergie. 

clark

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.