Sapere Scienza

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Si tende a pensare all'evoluzione come a un percorso dritto, durante il quale compaiono caratteri nuovi in una linea di organismi, per cui per esempio si parte da una lucertola e si arriva a un uccello, e lungo la strada l'animale mette su piume, ali e becco senza denti. In realtà il discorso è assai più complesso di così, e spesso l'evoluzione si presenta sotto forme strane, che possiamo ricostruire (almeno fino a oggi) solamente grazie alla paleontologia e allo studio dei fossili.

In occasione del World Turtle Day, presso la Riserva Naturale Foce Sele-Tanagro, si svolgerà la manifestazione “Di nuovo in onda”.

 

L'evento vede la Stazione Zoologica Anton Dohrn e la Riserva Naturale Foce Sele-Tanagro unite per raccontare delle tartarughe ritrovate in diverse località marine del sud Italia, che versavano in uno stato di grave difficoltà per l’ingestione di plastica o l’impatto con ami, corde ed altri materiali utilizzati per la pesca. Dopo essere state curate e riabilitate presso il Centro Ricerche della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, saranno finalmente liberate a Eboli, presso il Lido Paestum. 

 

Mercoledì 23 maggio 2018, a partire dalle ore 10:00, interverranno: Maria Gabriella Alfano, Commissaria dell’Ente Riserve Foce Sele Tanagro e Monti Eremita Marzano; Massimo Cariello, Sindaco di Eboli;  Sandra Hochscheid, Responsabile Centro Ricerche Tartarughe Marine SZN;  Alberto Remolino, Presidente Rotary Club Campagna-Valle del Sele.

Informazioni aggiuntive

  • città Eboli - Lido Paestum

La plastica in ambiente marino è una minaccia costante per la fauna. È un problema crescente e, per quanto riguarda le tartarughe marine, un recente studio pubblicato su Scientific Reports e commentato nelle pagine del sito del New York Times – Science, ha cercato di quantificare la plastica necessaria a uccidere questi animali.

Nonostante gli anni bui, oggi le tartarughe non sono più in serio pericolo. Le risolute e precise azioni di decine di gruppi al mondo, volti alla salvaguardia di questi spettacolari rettili marini, sono riuscite - almeno per ora - a ottenere un'importante vittoria: le varie specie di tartarughe minacciate sembrerebbero quasi fuori pericolo, almeno per ciò che riguarda un'estinzione rapida. Ciò non significa affatto che bisogna abbassare la guardia: la lotta per la protezione dei litorali è dura e spesso cozza contro interessi economici forti, come hanno dimostrato recenti polemiche sull'utilizzo di spiagge protette come arene da concerto.
Le tartarughe rappresentano un caso più unico che raro per il pubblico, che in genere non guarda favorevolmente ai rettili, ma sono anche un esempio da seguire per chi si occupa di conservazione  e, ammetto, la loro esistenza mi tocca da vicino, facendo parte di un'istituzione che da diversi anni è impegnata sul fronte della cura e protezione di questi animali. La storia evolutiva delle tartarughe è lunga, e le prime forme marine sono note già dall'epoca dei dinosauri, con specie di dimensioni notevoli (basti pensare alla spettacolare Archelon). Ora, per la prima volta, uno studioso ha testimoniato qualcosa di diverso: la nascita di tartarughe... nel passato.

tirelli

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