Sapere Scienza

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Soffrire di un'allergia alimentare può peggiorare di molto la qualità di vita di una persona: nonostante tutte le precauzioni che possono essere prese e l'aumentata sensibilità al problema di aziende e ristoratori, ci si sente - e di fatto si è - costantemente esposti al rischio di reazioni di gravità crescente che, in alcuni sfortunati casi, possono portare anche alla morte. Fino a oggi le uniche armi a disposizione degli allergici erano evitare totalmente l'assunzione del cibo in questione e, in caso di reazione, un'iniezione di epinefrina. Un articolo pubblicato su Science descrive nuove possibili strade per aiutare i pazienti che soffrono di questo difficile problema. Si tratta di un'immunoterapia che, però, non è priva di rischi.

L'ipotesi che il sistema immunitario, che protegge il nostro organismo da componenti "estranee", potesse essere utilizzato come arma per riconoscere le cellule cancerose ed eliminarle, era stata formulata già alla fine del XIX secolo. Solo dagli anni '90 del secolo scorso però esperimenti condotti nei laboratori di James P. Allison e Tasuku Honjo hanno per la prima volta indicato che la strada era realmente promettente, dando il via allo sviluppo di quelli che oggi vengono definiti inibitori dei checkpoint immunologici, utilizzati in terapie oncologiche. Per queste scoperte i due scienziati hanno ricevuto il premio Nobel 2018 per la Medicina.

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