Sapere Scienza

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Groningen è una città di 200.000 abitanti, situata nel nord dell'Olanda. Nel 1959 si scoprì che giaceva sul più grande giacimento di gas naturale del continente europeo, il nono al mondo: un colosso da almeno 2500 km3 di metano (il gas naturale viene comunemente denominato "metano", il componente principale della preziosa miscela di idrocarburi). Se il megagiacimento olandese fosse stato in Italia, avrebbe soddisfatto l'intero fabbisogno nazionale dal 1959 a oggi. Nel corso di 60 anni, i pozzi di Groningen hanno portato nelle casse statali circa 300 miliardi di euro, recando grande beneficio alla bilancia commerciale. Ma la storia non è a lieto fine, e gli olandesi hanno almeno due buoni motivi per chiedersi se il gas di Groningen sia stato davvero una benedizione.

I fenomeni sismici che hanno interessato l'Italia negli ultimi tempi e la presenza di terremoti sottomarini hanno suscitato in molti di noi un dubbio: esiste un rischio reale di tsunami nel nostro paese? Cerchiamo di capirlo insieme.

Cinque anni fa, il Dipartimento di Protezione Civile della Presidenza del Consiglio incaricò una Commissione Internazionale (ICHESE) per investigare se vi fossero state attività umane che potessero avere indotto o innescato il terremoto in Emilia del 2012. La commissione concluse che non poteva essere escluso che la re-iniezione di fluidi nel giacimento petrolifero di Cavone, vicino a Modena, potesse aver innescato la catastrofica sequenza. Oggi alcuni ritengono infondate le conclusioni della Commissione ICHESE. Sinora, nessuno ha mai chiesto l’opinione al Professor Peter Styles, che presiedeva la Commissione. Sapere lo ha fatto.

I ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell’Università di Perugia hanno pubblicato, sulla rivista Science Advances, i risultati di uno studio che ha rivelato la presenza di intrusioni attive di magma sotto l’Appennino meridionale. Cosa significa e cosa comportano questi fenomeni?

Dopo i tragici eventi che hanno interessato il centro Italia negli ultimi anni, appare chiaro quanto il nostro territorio sia vulnerabile rispetto ai fenomeni sismici. Il nostro patrimonio culturale necessita di misure preventive per non perdere altri preziosi tesori. Dall'ENEA arrivano notizie incoraggianti per il monitoraggio dei beni culturali: si chiama "moto magnificato" ed è in grado di prevedere il comportamento degli edifici o delle strutture, prima di un terremoto. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Mercurio è ancora geologicamente vivo: la sonda MESSENGER della NASA ha scoperto che il più piccolo pianeta del Sistema Solare è probabilmente ancora in contrazione ed è dunque l'unico pianeta del Sistema Solare, insieme alla Terra, a essere tettonicamente attivo.

Lo Stretto di Messina è un’area cruciale dal punto di vista geologico, perché qui, nel centro del Mare Mediterraneo, diversi sistemi di faglie provocano terremoti, frane sottomarine e vulcanesimo. E’ una zona di svincolo, una sorta di “perno” che assorbe i movimenti relativi delle due grandi placche litosferiche Africana e Eurasiatica, ormai arrivate a collisione dopo essere state a lungo separate dall’antico oceano della Tetide, quasi completamente scomparso sotto le dorsali montuose degli Appennini e delle Alpi.

In un momento di ozio sulla spiaggia, tutti abbiamo giocato a farci scorrere la sabbia tra le dita. Pochi si saranno soffermati a vedere cosa succede alla piccola piramide di sabbia che si forma al suolo. Ogni tanto i fianchi della piramide franano, mantenendo un angolo più o meno costante ma con cedimenti piccoli o grandi ma comunque imprevedibili. Questo è il più semplice esempio di quello che viene definito un sistema a criticità auto-organizzata (secondo la definizione di Per Bak).

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clark

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