Sapere Scienza

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La Sicilia ha dovuto affrontare una situazione di emergenza proprio in corrispondenza delle festività natalizie. Tutto è iniziato da una suggestiva colonna di fumo innalzatasi dall'Etna alla vigilia di Natale ma pochi giorni dopo è arrivato un violento terremoto che ha provocato danni e feriti. Cosa è successo al vulcano siciliano?

Il recente terremoto che ha colpito la Napa Valley in California ha smontato alcuni miti. A vedere scaffali di bottiglie di vino ribaltati o botti che sono ruzzolate per tutta la cantina vengono in mente le immagini delle forme di parmigiano rovinosamente cadute in seguito al terremoto dell'Emilia. Sembra che nemmeno nella tanto osannata California la prevenzione sismica sia adeguata...

Poco prima delle 8 del mattino del 15 gennaio 1915, uno dei terremoti più forti che abbiano avuto luogo in Italia colpì la Piana del Fucino (da poco prosciugata dall'antico lago), la Marsica e una vasta area tra Abruzzo e Lazio. Il terremoto di Avezzano raggiunse l'undicesimo grado su dodici della scala Mercalli e causò oltre 30.000 vittime.

Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto sono state praticamente rase al suolo dalle scosse di mercoledì 24 agosto, la principale di magnitudo 6, alle 3.36, seguita da una sequenza che ormai conta parecchie centinaia di eventi e che durerà probabilmente molte settimane. Basta guardare i dati della sismicità storica per capire che purtroppo questi terremoti sono la normalità lungo la fascia appenninica.

Il terremoto del 25 aprile in Nepal ha fatto registrare una magnitudo di 7.8 e ha liberato un’energia centinaia di volte superiore a quello dell’Aquila. Terremoti così forti non avvengono ovunque, ma si localizzano più spesso dove le placche litosferiche convergono tra loro nelle zone di subduzione o collisione continentale, strutture geologiche di grandi dimensioni che possono bloccarsi accumulando energia sismica per tempi lunghi centinaia o migliaia di anni.

Sono stati recentemente pubblicati su riviste internazionali i risultati di interessanti ricerche condotte da due gruppi italiani. Una di esse, in particolare, dimostra che potrebbe essere possibile prevedere quanto 'grande' sarà un terremoto sin dalle sue primissime fasi. 

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