Sapere Scienza

Sapere Scienza

Tyrannosaurus rex è un nome noto anche a chi i dinosauri non li conosce proprio, ed è uno dei pochissimi nomi scientifici che i non addetti ai lavori conoscono per intero (genere e specie). Questo colossale carnivoro è anche uno dei dinosauri meglio conosciuti grazie al ritrovamento di oltre 50 scheletri, molti dei quali completi, e addirittura di resti di tessuti molli in almeno un esemplare (quasi sicuramente una femmina).

Se ancora siete tra quelli che immaginano i dinosauri come lente e impacciate lucertole dalle tinte smorte, l’ultima scoperta dei ricchissimi strati cinesi vi farà probabilmente cambiare idea. Si sospettava da decenni che i dinosauri fossero colorati - per tutta una serie di ragioni - ma recenti studi su penne e piume intrappolate nell’ambra hanno cominciato ad aprire una finestra sul loro mondo di sfumature e oggi sappiamo che le penne che ricoprivano i carnivori erano iridescenti e colorate.

Nella deserta pianura di Nazca, in Perù, enormi linee tracciate tra 2000 e 3000 anni fa formano complessi disegni geometrici, antropomorfi e zoomorfi. Le dimensioni della maggior parte dei disegni, però, fanno sì che ogni figura possa essere vista solamente dall'alto, da molto in alto, e punti elevati nella zona sono decisamente rari. Per anni scienziati e visionari hanno discusso sull'origine e sull'uso di questi giganteschi geoglifi (una parola che indica un disegno di grandi dimensioni sul terreno) ma, tralasciando le ipotesi assurde e immancabili che vedono in Nazca i soliti alieni pronti a comunicare chissà quale messaggio ai loro fedeli terrestri, non è ancora chiaro l'utilizzo di tali segni – e in molti casi è stato difficile persino interpretarli. Gli studiosi si sono spesso trovati in disaccordo soprattutto per quanto riguarda le linee che rappresentano chiaramente animali sebbene, per molti di essi, l'interpretazione potesse sembrare chiara, come nel caso negli uccelli.

Alcune specie di uccelli marini come la berta maggiore riescono a compiere viaggi di migliaia di chilometri in mezzo al mare per trovare il cibo e poi ritornare al nido: uno studio internazionale coordinato dall'Istituto dei Sistemi Complessi (ISC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Firenze ha chiarito, con l'ausilio di modelli matematici, che il meccanismo alla base delle lunghe navigazioni è olfattivo, cioè guidato dagli odori trasportati dalla turbolenza atmosferica, indispensabile in alto mare, dove manca qualsiasi riferimento topografico. L'articolo, pubblicato su Scientific Reports, ha coinvolto anche ricercatori italiani dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), portoghesi del Marine and Environmental Sciences Centre (MARE) e britannici del Rothamsted Research.

Quante volte siamo rimasti affascinati dalla loro forma e dai loro colori e ci siamo ritrovati a maneggiarle, giocando con la strana aderenza tra le sue parti più piccole: stiamo parlando delle penne degli uccelli. Il particolare meccanismo a cerniera che percepiamo tra le nostre dita quando tocchiamo una penna potrebbe divenire il modello per nuovi adesivi e materiali aerospaziali secondo gli ingegneri della University of California San Diego, autori della ricerca descritta in un articolo pubblicato su Science Advances.

Quante volte abbiamo sognato di poter mangiare tutto ciò che vogliamo senza ingrassare? Un desiderio irrealizzabile per molti ma non per tutti. Osservando gli uccelli canori che smangiucchiano continuamente semi e pastoncini dalle apposite mangiatoie posizionate in parchi o in altre zone della sua città e non sembrano perdere la propria linea, il biologo ambientale Lewis Halsey della University of Roehampton si è domandato se la quantità di energia spesa per cantare, giocherellare o fare esercizio possa essere modificata in maniera tale da regolare il peso. Le prime risposte sono state pubblicate in un articolo riepilogativo, una review, pubblicata su Trends in Ecology & Evolution.

Celebriamo oggi, 22 maggio 2019, la Giornata Internazionale della Diversità Biologica parlandovi di una ricerca sui rapaci diurni, in particolare sulle loro abilità visive. I risultati di questi esperimenti permetteranno di difendere e tutelare queste specie di uccelli. Come? Lo spiegheremo nei prossimi paragrafi.

Sarah Woolley è una neuroscienziata del Columbia’s Zuckerman Institute e i cervelli che ha studiato negli ultimi tempi sono quelli di uccelli canori tra cui diamanti mandarini, passeri del Giappone e diamanti codalunga. Cosa hanno di speciale? Il loro canto è un potente strumento di comunicazione, che permette di trovare la partner che li accompagnerà per tutta la vita, e il loro cervello è appositamente disegnato per far sì che questo accada nella maniera più funzionale.

Sono sempre intorno a noi, anche se non ce ne accorgiamo. Passerotti, colombi, gazze, gabbiani. Questi sono solo alcuni degli uccelli che ci fanno compagnia quotidianamente. Negli Stati Uniti, la National Audubon Society insieme a National Geographic, BirdLife International e The Cornell Lab of Ornithology, ha dichiarato il 2018 “Anno degli Uccelli”: saranno 12 mesi dedicati a queste incredibili creature, al nostro rapporto con loro, al loro ruolo in natura e a come proteggerli.

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