Sapere Scienza

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Da alcuni giorni i vaccini sono tornati all’onore delle cronache. Spesso condizionati dalle false notizie, non ricordiamo quanto le vaccinazioni siano fondamentali per la salute pubblica. La storia del vaiolo e della sua eradicazione può aiutarci a capire come la nascita di questo dispositivo di prevenzione abbia migliorato la qualità della vita dell’intera popolazione mondiale.

Una fuga di gas ha causato un'esplosione all'interno di Vector, il Centro di virologia e biotecnologie che si trova a Koltsovo, nella regione di Novosibirsk, in Siberia. Nonostante ci sia stata una sola vittima, un dipendente ustionato, questo incidente sta turbando la comunità scientifica mondiale, perché nei laboratori in questione sono custodi di campioni di virus letali, tra cui il vaiolo. Attualmente sembra non esserci pericolo reale di diffusione ma l'evento potrebbe riportare alla luce il dibattito sull'opportunità di distruggere o no queste riserve.

Ha senso mettere a punto una terapia per una malattia che non esiste? Se si tratta di vaiolo, la risposta è sì. Il 13 luglio scorso, la Food and Drug Administration (FDA), l'agenzia governativa statunitense che, tra l'altro, si occupa di regolamentare e controllare l'immissione sul mercato dei farmaci, ha autorizzato l'uso del tecovirimat, una sostanza indicata nel trattamento della patologia.

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