Sapere Scienza

Sapere Scienza

La primavera sta arrivando e presto i nostri cieli saranno popolati da allegre rondini, uno degli esempi più conosciuti di uccelli migratori. Vi siete mai chiesti come facciano a trovare ogni anno la strada per viaggiare tra Africa ed Europa? Tra le strategie adoperate c’è l’osservazione del cielo, lo stesso strumento che i grandi esploratori hanno utilizzato fino all’avvento della bussola e, ai giorni d’oggi, delle tecnologie di geolocalizzazione (l’amatissimo GPS - Global Positioning System). Sono tanti gli animali che guardano il cielo stellato per orientarsi e, un recente studio dell’Università di Lund, ha riunito i risultati di questi anni di ricerca per tirare le somme e pianificare nuovi obiettivi.

L'Universo si trova in una fase di espansione accelerata, ossia la velocità con cui si espande sta aumentando. Questa scoperta venne fatta nel 1998 da Saul Perlmutter, Brian Schmidt e Adam Riess, che ottennero nel 2011 il Premio Nobel per la Fisica. Gli scienziati hanno misurato oggi, nel modo più preciso mai fatto, il tasso di questa espansione e il risultato trovato è stato sorprendente.

Da dove provengono i raggi cosmici spaziali, le particelle più energetiche che bombardano il pianeta Terra? Quello che è stato un mistero dell'astrofisica per decenni ora sembra aver trovato una risposta. Un team internazionale di scienziati, usando i dati dell'Osservatorio Pierre Auger, in Argentina, ha confermato che i raggi cosmici hanno origini extragalattiche, provenendo da oltre la nostra Via Lattea.

La missione Gaia, lanciata nel 2013, ha come obiettivo la raccolta di dati per realizzare la più precisa mappa tridimensionale della nostra galassia, sondando più di un miliardo di stelle. Il 25 aprile 2018 è stato rilasciato il secondo catalogo dei dati raccolti dall’ESA. Scopriamo insieme le caratteristiche di Gaia e le ultime novità di questo progetto tutto europeo.

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clark

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