Sapere Scienza

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In queste ore, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato il virus Ebola "emergenza internazionale". L'epidemia in corso in Africa occidentale è ritenuta la peggiore negli ultimi quarant'anni. Ma cosa sappiamo di questo terribile virus e come possiamo sperare di sconfiggerlo?

La resistenza agli antibiotici sviluppata da batteri è una reale minaccia per la salute a livello globale. Una delle soluzioni prevede l'utilizzo di batteriofagi, dei virus, per eliminare i microrganismi patogeni. Un gruppo di ricerca del MIT ha pensato di ingegnerizzare questi virus per attaccare specifici ceppi di Escherichia coli e i risultati ottenuti sono stati pubblicati sulla rivista Cell.

Anno 1947, foresta di Zika, Uganda. Nella penombra della fitta vegetazione un gruppo di cacciatori controlla sei macachi ingabbiati, ne esaminano il loro stato di salute, ne misurano la temperatura corporea e ne valutano le condizioni generali. Le scimmie non sono le loro prede, sono solo delle esche: quegli uomini sono cacciatori di virus. Negli anni '40 molti microrganismi sono stati scoperti da gruppi come quello: il virus della febbre della Rift Valley, quello della febbre gialla, il virus Bunyamwera, e tanti altri.
Dopo qualche giorno, uno dei sei macachi ha la febbre e viene trasportato nei laboratori della città di Entebbe, che allora era la capitale del protettorato britannico dell'Uganda. La scimmia guarisce dopo qualche giorno, ma dal suo sangue viene isolato un nuovo patogeno: il virus Zika, detto anche, all'inglese, Zika virus. Tre anni dopo si scoprì che il virus si trasmette attraverso la puntura di alcune zanzare e che può infettare anche l'uomo.

Un recente articolo sulla rivista Frontiers in microbiology riporta un interessante dato: in condizioni di microgravità alcuni virus si riattiverebbero nel corpo degli astronauti. Si tratta in particolar modo di membri della famiglia degli Herpes virus, fra cui il Citomegalovirus, il virus Varicella-Zoster, l'Herpes simplex I e il virus di…

Sono passati 160 anni da quando Charles Darwin pubblicò la sua epocale teoria dell'evoluzione, di cui quasi tutti hanno almeno sentito parlare. Ben pochi, però, hanno udito il nome di Theodosius Dobzhansky. Nel suo libro "La genetica e l'origine delle specie", del 1937, egli individuò nella genetica, quindi nel continuo modellamento e rimodellamento dell'informazione biologica, la chiave dell'evoluzione e il motore dei processi di speciazione, ossia quelli che portano alla formazione di nuove specie di organismi viventi.

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