Sapere Scienza

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Curiosity, il rover della NASA giunto su Marte nel 2012 nell'ambito della missione Mars Science Laboratory, ha trovato nuove prove legate alla possibile presenza di vita sul pianeta. In realtà le informazioni raccolte non costituiscono sicure evidenze della presenza di esseri viventi nel passato del corpo celeste ma sono ritrovamenti che sottolineano la necessità di continuare a esplorare la superficie e il sottosuolo del pianeta con altre missioni.

La Settimana Nazionale dell'Astronomia 2019 sta per essere inaugurata e proprio nelle ultime settimane sono stati pubblicati numerosi studi che ridisegnano le nostre conoscenze su Marte. Nuovi dati che continuano a narrarci la storia dell'evoluzione dei paesaggi color ruggine di questo pianeta ma anche qualche inconveniente incontrato nel cammino di questo ramo dell'esplorazione spaziale.

Chi di voi non ha mai sentito parlare, almeno una volta, dell’Area 51? Da decenni è avvolta nel mistero: avvistamenti alieni, esperimenti, documenti top secret. Ciò che c’è di reale nel racconto di un luogo che ha alimentato le fantasie di complottisti provenienti da tutto il mondo non è, però, privo di un alone di segretezza.

Il DNA, l'acido desossiribonucleico, meglio conosciuto come il libretto d'istruzioni per la creazione della vita sul nostro pianeta, è da sempre riuscito a conservare le sue preziose informazioni grazie alla combinazione di sole quattro lettere: G,C, A e T, le iniziali delle quattro basi azotate che lo compongono ossia guanina, citosina, adenina e timina. In uno studio pubblicato su Science, i ricercatori della Foundation for Applied Molecular Evolution e dell'azienda Firebird Biomolecular Science hanno dimostrato che è possibile espandere il linguaggio genetico con altri quattro elementi. È stato ottenuto così il primo hachimoji DNA, un DNA di otto lettere.

"Ci stiamo avvicinando: forti indizi di vita aliena potrebbero già essere trovati nel prossimo decennio e potremo avere prove definitive tra 20 o 30 anni". Così Ellen Stofan della NASA, durante una tavola rotonda che si è tenuta la settimana scorsa presso il Webb Auditorium del quartier generale dell'agenzia spaziale americana a Washington.

Cosa gira attorno ai pianeti? In questo periodo molto interesse e molti interessi. Molto interesse perché non stiamo parlando della manciata di corpi celesti tondeggianti in orbita intorno al Sole, ma delle migliaia scoperti attorno a altre stelle: gli “esopianeti”. Il fatto è che non aver trovato vita nel sistema solare, nemmeno una zanzara, è stata una delusione colossale.

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tirelli

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