Sapere Scienza

Sapere Scienza

Studiare la storia dei vulcani e delle loro eruzioni può fornirci un efficace strumento per calcolare il rischio legato a eventi catastrofici nel nostro territorio e progettare le migliori misure affinché questi fenomeni non si traducano in perdite materiali e umane. Un gruppo internazionale di ricercatori ha da poco rivelato, in un articolo nella rivista scientifica Geology, l'esistenza di una grande eruzione, che avrebbe ricoperto di ceneri una vasta area del Mediterraneo centrale, avvenuta 29.000 anni fa presso i Campi Flegrei.

Quello dell'estinzione dei dinosauri è un vero e proprio giallo. La prima risposta che solitamente si riceve per quanto riguarda la scomparsa di questi mitici animali, avvenuta circa 66 milioni di anni fa, vede come colpevole il devastante impatto con un asteroide (o cometa), avvenuto a Chicxulub, in Messico: il conseguente innalzamento di polveri e vapore avrebbe dato inizio a un lungo inverno, invivibile per la maggior parte delle specie presenti. L'asteroide ha tutte le carte in regola per essere considerato l'indiziato principale. Nello stesso intervallo di tempo, in India, da una intensa attività vulcanica, nascevano i Trappi del Deccan, che hanno seppellito la maggior parte del subcontinente sotto 2 chilometri di roccia lavica, basalto, rilasciando una gran quantità di gas nell'atmosfera, sostanze pericolose per la sopravvivenza delle forme di vita allora esistenti sul nostro pianeta.
Su Science sono stati di recente pubblicati due studi che dibattono sulle cause di quella che è chiamata estinzione K-T, due lavori dalle intenzioni discordanti che però presentano un prezioso punto in comune: un'ottima corrispondenza cronologica per la formazione dei Trappi del Deccan. Cerchiamo di capire insieme le novità sulla più celebre estinzione della storia della Terra.

Quante volte abbiamo sentito dire da qualche nostalgico "si stava meglio quando si stava peggio", riferendosi al - percepito ma non reale - peggioramento della qualità di vita, tra malattie, inquinamento e cambiamenti climatici in atto? Trascurando le condizioni medie in cui versavano i nostri predecessori, c'è stato realmente un annus horribilis: è il 536. Come lo sappiamo? Grazie a fonti storiche e alle preziose informazioni conservate nei ghiacciai.

La Sicilia ha dovuto affrontare una situazione di emergenza proprio in corrispondenza delle festività natalizie. Tutto è iniziato da una suggestiva colonna di fumo innalzatasi dall'Etna alla vigilia di Natale ma pochi giorni dopo è arrivato un violento terremoto che ha provocato danni e feriti. Cosa è successo al vulcano siciliano?

Le immagini raccolte dai droni, oltre a essere spesso suggestive, rivestono una grande utilità nello studio del paesaggio. Lo sanno bene gli scienziati dell'INGV -Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell'Università Blaise Pascal di Clermont Ferrand (Francia) che, con un sistema combinato drone-fotogrammetria, hanno ricostruito un modello tridimensionale e ad alta risoluzione del campo lavico del fianco occidentale dell'Etna, risalente al 1974. Questa ricerca, pubblicata sulla rivista Bulletin of Volcanology, mostra come le nuove tecnologie possano migliorare lo studio della struttura superficiale delle colate laviche e il monitoraggio di eruzioni effusive.

clark

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