Sapere Scienza

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BLOG - Fisica e animali

Fluidodinamica e pipistrelli

9 Aprile 2014

Siamo riusciti a copiare gli uccelli e volare a bordo di enormi aerei ma siamo sicuri di aver ottenuto la migliore delle imitazioni? Pare di no. I ricercatori americani del Virginia Polytechnic Insitute ritengono che il volo ideale è quello dei pipistrelli. E vogliono applicarlo ai droni, i piccoli robot computerizzati capaci di volo autonomo. Vediamo perché. Più di 1000 specie di pipistrelli hanno le ali “a membrana”, cioè le loro dita sono connesse da un sottile e flessibile strato di pelle. Per scoprire come fanno a volare, gli scienziati hanno osservato le ali del pipistrello della frutta (pteropodide), detto così perché la sua alimentazione è basata sulla frutta e sul nettare dei fiori. Quello osservato pesava circa 30 grammi e aveva un’ala le cui dimensioni erano di circa 17x9 centimetri. Tra i risultati che più hanno sorpreso gli studiosi c’è stato quello di scoprire il modo in cui il piccolo chirottero adatta la forma e l’estensione dell’ala in modo continuo durante il volo. Per esempio, quando l’ala si abbassa, ne aumenta di circa il 30 per cento l’area per sfruttare al meglio la forza di reazione dell’aria, che lo spinge verso l’alto. La cosa stupefacente è che questo modo di volare è da due a tre volte più efficiente delle ali statiche che usiamo per i nostri aeroplani.

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