Sapere Scienza

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Carne spaziale: stampata sull'ISS una bistecca sintetica

16 Ottobre 2019

Una bistecca coltivata in laboratorio con un significativo risparmio di risorse ed energia. Questa potrebbe essere una soluzione per allentare la pressione dello sfruttamento del nostro Pianeta ma aiuterebbe anche le missioni spaziali che necessitano di cibo fresco e nutriente in vista, ad esempio, di futuri viaggi su Marte. Ora Aleph Farms, una start up di tecnologie applicate al cibo, è riuscita a "stampare" un pezzo di carne sintetica nella Stazione Spaziale Internazionale. Un primo passo verso un mondo più cruelty free e per un'alimentazione più ricca per gli astronauti.

 

Il problema dell'alimentazione nello spazio

 

Come abbiamo già raccontato in un precedente articolo, la questione dell'alimentazione degli astronauti sta divenendo sempre più centrale nella progettazione di potenziali future missioni con equipaggio sulla Luna o di viaggi verso Marte. Tempi più lunghi richiedono una dieta più ricca, che soddisfi esigenze non solo di tipo fisiologico ma anche psicologico. Il morale deve mantenersi alto e un'insalata di tonno da reidratare non è il massimo del comfort food. Per i vegetali, fonti di vitamine e sali minerali, si sta cercando una soluzione attraverso "Veggie", il sistema di produzione di vegetali nello spazio progettato dalla NASA, e il nuovo esperimento che prevede la crescita in orbita di piante di peperoncino Española. Per quanto riguarda altri cibi freschi - come la carne -, fino a ora non era stato ancora testato nulla.

 

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Cos'è la carne sintetica e come si ottiene?

 

La carne sintetica, chiamata anche carne coltivata, artificiale o in vitro, è una carne animale che non viene ottenuta dall'uccisione e macellazione dell'animale stesso ma con specifiche procedure di laboratorio. Per quanto riguarda la bistecca stampata nell'ISS - come riportato da Business insider - si è partiti dalle cellule estratte da una mucca fatte poi crescere in coltura, in condizioni comparabili a quelle presenti nel corpo dell'animale da cui sono state prelevate. È Aleph Farms, una società israeliana, ad essersi occupata dell'esperimento sulla Stazione Spaziale Internazionale: i loro scienziati erano già riusciti a produrre in laboratorio e cucinare una bistecca nel dicembre 2018, ora però si è trattato di affrontare condizioni più difficili come quelle spaziali. Come si è proceduto in questo particolare caso? Le cellule di bovino e il brodo di coltura sono stati inseriti in provette, in seguito caricate nella navetta russa Soyuz MS-15, in Kazakhstan. Il 25 settembre il mezzo ha raggiunto il segmento russo dell'ISS e gli astronauti hanno inserito le provette in una speciale stampante 3D, producendo un tessuto muscolare che non è stato consumato in orbita ma è stato rispedito a ottobre qui sulla Terra.

 

Carne coltivata anche sulla Terra per la salvaguardia dell'ambiente. Sarà possibile?

 

La possibilità di stampare una bistecca nello spazio è una buona notizia, non solo per gli astronauti delle future missioni sulla Luna e su Marte. L'esperimento dimostra che è possibile coltivare carne anche in ambienti dove acqua e terreno sono scarsi, aprendo le porte alla produzione di proteine animali cruelty free, ottenute quindi senza uccisione di esseri viventi, ed economiche dal punto di vista dello sfruttamento delle risorse naturali. Quest'ultima interpretazione, però, è ancora al vaglio della comunità scientifica. Un esempio è l'analisi descritta in un recente studio dell'Università di Oxford che dimostra come la sostenibilità della carne sintetica non sia chiara sul lungo termine.

 

Parliamo ancora di cibo e sostenibilità nell'articolo "Nexus: acqua, cibo ed energia nello sviluppo sostenibile" di Fabio De Menna, Edoardo Desiderio e Matteo Vittuari, pubblicato nel numero di Sapere di aprile 2019.

 

Credits immagine: foto di PublicDomainPictures da Pixabay

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