Sapere Scienza

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SUSHI DROP, un drone per esplorare i fondali del Mare Adriatico

19 Marzo 2019

Un gruppo di ricercatori provenienti da Italia e Croazia svilupperà un drone sottomarino pensato per monitorare lo stato di salute dei fondali dell'Adriatico. Si chiama SUSHI DROP (SUstainable fiSHeries wIth DROnes data Processing) e sarà un progetto con una forte vocazione open source, infatti tutti i dati raccolti saranno condivisi online, a disposizione di cittadini, associazioni e imprese.

 

Al via il progetto italo-croato

 

Un drone sottomarino capace di immergersi a oltre 200 metri di profondità e raccogliere così informazioni utili per il monitoraggio della salute dei nostri mari. Nascerà grazie a SUSHI DROP, progetto di ricerca italo-croato coordinato dall'Università di Bologna, che ha appena preso il via con un kick-off meeting tenutosi a Fano (provincia Pesaro-Urbino) dall'11 al 12 marzo 2019, dove ha sede il Laboratorio di Biologia Marina e Pesca dell'Alma Mater. Finanziato dalla Commissione Europea con oltre 1,7 milioni di euro - nell'ambito del Programma Interreg Italia-Croazia -, SUSHI DROP ha l'obiettivo di dare vita a un nuovo strumento per il monitoraggio della salute marina, in grado di navigare in maniera autonoma: viaggiando tra correnti e fondali, questo robot scatterà fotografie, realizzerà scansioni sonar e raccoglierà preziosi dati sui parametri chimico-fisici dei mari.

 

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Monitorare gli ecosistemi dell'Adriatico

 

Il veicolo sottomarino autonomo sarà equipaggiato con sensori per registrare le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche dei fondali. Tecnologie acustiche e ottiche saranno impiegate come mezzi non invasivi per valutare le popolazioni ittiche. "Questo strumento – ha spiegato Luca De Marchi, ricercatore dell'Università di Bologna che coordina il progetto - permetterà di monitorare in particolare gli ecosistemi del Mar Adriatico centro-settentrionale, che sono di estremo interesse per la loro altissima biodiversità, tanto da poter essere considerati una vera e propria nursery per numerose specie". Ma il nuovo drone non sarà d'aiuto soltanto per i ricercatori. Tutte le informazioni che verranno raccolte tra i fondali dell'Adriatico saranno, infatti, condivise online su una piattaforma digitale aperta. "In questo modo – ha proseguito De Marchi – associazioni ambientaliste, imprese del settore ittico e le comunità di tutti i territori interessati potranno utilizzare i dati raccolti per implementare nuove forme di protezione dei mari e ottimizzare le attività di pesca, al fine di aumentarne la sostenibilità ambientale".

 

Un grande team di ricercatori

 

Il progetto SUSHI DROP coinvolge docenti e ricercatori di tre dipartimenti dell'Università di Bologna: il Dipartimento di Ingegneria dell'Energia Elettrica e dell'Informazione (DEI), il Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali (DICAM) e il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali (BiGea). I ricercatori dell'Alma Mater faranno base a Fano, nel Laboratorio di Biologia Marina e Pesca del BiGea, dotato di una nave oceanografica. Il progetto coinvolge altri cinque partner italiani e croati tra enti di ricerca, amministrazioni regionali e associazioni di produttori. I partner internazionali sono l'Institute of Oceanography and Fisheries (IOF), l'Association For Nature, Environment And Sustainable Development (SUNCE) e la Contea di Split e Dalmazia (SDC), tutti con base a Spalato, in Croazia.

 

Salvaguardare la salute dei mari e degli oceani è uno degli obiettivi fondamentali della ricerca. Se siete curiosi e volete approfondire questo argomento, acquistate e leggete l'articolo di Eleonora Polo, "Come possiamo ripulire gli oceani?", pubblicato sul numero di febbraio 2018 di Sapere.

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