Sapere Scienza

Sapere Scienza

NEWS - Inquinamento & Ambiente

Il fenomeno degli orti urbani - spazi verdi, solitamente di proprietà comunale e di dimensione variabili, gestiti da gruppi di cittadini - è in continua crescita in Italia. Ora i primi risultati del progetto SustUrbanFood dell'Università di Bologna, dedicato a studiare l'impatto dell'agricoltura in città, ci rivelano quanto queste preziose realtà facciano bene all'ambiente, alla società e all'economia.

Le lenti a contatto sono, per chi soffre di difetti della vista, un comodo sostituto degli occhiali. I nuovi materiali sono confortevoli e l'igiene è assicurata da un corretto utilizzo e un frequente ricambio, a seconda della durata del prodotto che utilizziamo. Che fine fanno quelle piccole pellicole dopo averci reso un così prezioso servizio? Si è posto questa domanda Rolf Halden, direttore del Center for Environmental Health Engineering presso il Biodesign Institute dell'Arizona State University, e la risposta non è affatto rassicurante.

Una nuova strada si è aperta verso la conversione degli scarti vegetali in materiali sostenibili ma dalle caratteristiche simili a quelle di nylon, plastiche e combustibili: è una nuova famiglia di enzimi scoperti da un gruppo di ricercatori provenienti dalla University of Portsmouth, dal US Department of Energy's National Renewable Energy Laboratory (NREL) e dalla University of California di Los Angeles. Lo stesso team, in aprile, aveva pubblicato i risultati di uno studio riguardante il miglioramento di un enzima capace di digerire la plastica.

Meno di un cucchiaino di miele per recuperare informazioni dettagliate sulle popolazioni di insetti presenti nel territorio in cui è stato prodotto. Tutto questo grazie a un nuovo sistema di analisi che può rivelarsi utile per il controllo della biodiversità ma anche per identificare possibili frodi alimentari. Lo studio è stato pubblicato su Nature-Scientific Reports da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell'Università di Bologna.

Ian Malcolm, matematico protagonista di Jurassic Park e dei suoi numerosi sequel, affermava: "Se c'è una cosa che la storia dell'evoluzione ci ha insegnato è che la vita non ti permette di ostacolarla. La vita si libera, si espande in nuovi territori e abbatte tutte le barriere, dolorosamente, magari pericolosamente ma... Tutto qui! Dico semplicemente che la vita vince sempre". Uno studio internazionale, pubblicato su Nature Geosciences, ci racconta che questo potrebbe non essere il caso della Grande Barriera Corallina australiana: i ricercatori hanno dimostrato che negli ultimi 30.000 anni questo grande sistema naturale ha subito ben 5 eventi mortali, riuscendo a ristabilirsi nonostante gli stress sopportati. Purtroppo, però, i futuri cambiamenti ambientali potrebbero risultare fatali.

Oggi, 5 giugno, in tutto il mondo si celebra la Giornata dell'Ambiente, un'occasione per acquisire consapevolezza e agire in difesa del nostro pianeta. La festività, proclamata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ogni anno – dal 1974 a oggi – ha posto sotto i riflettori un tema diverso su cui riflettere. L'argomento scelto per il 2018 è la "lotta alla plastica monouso".

Gli ecosistemi terrestri stanno risentendo pesantemente delle nostre difficoltà nella gestione dei rifiuti, in particolar modo della plastica. Ma forse, un giorno neanche troppo lontano, potremo dire addio a questo materiale, infatti i chimici della Colorado State University hanno pubblicato un lavoro su Science che rappresenta un passo avanti verso materiali sostenibili dalle proprietà estremamente competitive.

C’era una volta il lago d’Aral, in Asia centrale, un tempo uno dei più estesi specchi di acqua del nostro pianeta, una risorsa che permetteva ai piccoli centri limitrofi di vivere di pesca. Fino a quando i suoi due affluenti non sono stati deviati e questo bacino non ha iniziato a evaporare, arrivando quasi a scomparire. È la storia di uno dei peggiori disastri ambientali la cui fine, forse, potrebbe essere meno tragica di quanto possiamo immaginare.

Lo scorso novembre la Commissione europea ha votato per la maggioranza a favore dell’utilizzo del glifosato all’interno dell’UE per altri cinque anni. Nonostante gli scontri, i dubbi, le discussioni nel mondo scientifico, il “sì” è passato. Scopriamo insieme perché questa sostanza si sia meritata spesso le prime pagine dei giornali.

Pagina 1 di 5

copertina   settembre-ottobre 2018

  COMPRA IL NUMERO

 
  ABBONATI

 
  SOMMARIO

 
  EDITORIALE

bannerCnrXSapere 0

iscriviti copia

clark

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.