Sapere Scienza

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Cina: le attività umane sono una delle principali fonti di azoto nel mare cinese

19 Maggio 2017

L'azoto antropogenico rilasciato nell'atmosfera è diventato una delle principali fonti di azoto nel Mar Cinese Meridionale, suggerisce un nuovo studio. L'azoto è un nutrimento essenziale per il fitoplancton, che di solito viene portato nella superficie oceanica a partire da un rimescolamento delle acque che parte dal basso. Il rapido aumento del rilascio dell'azoto a partire dai fertilizzanti e dai combustibili fossili, tuttavia, con molta probabilità sta cambiando la quantità presente negli oceani di questa sostanza nutritiva.

 
Contributo raddoppiato in un secolo

Stando allo studio pubblicato sulla rivista Science, un gruppo di ricercatori guidato da Haojia Ren della National Taiwan University di Taipei, Taiwan, ha utilizzato alcuni modelli computazionali per stimare il contributo dell'azoto atmosferico nell'oceano aperto e ha scoperto che questo è più che raddoppiato negli ultimi 100 anni. Per meglio quantificare l'estensione totale di questo trasferimento, i ricercatori hanno analizzato gli isotopi di azoto presenti nei campioni dei coralli di 45 anni recuperati dall'atollo di Dongsha, a 340 chilometri dalla costa nella parte settentrionale del Mar Cinese.

 

Variazioni significative

I cambiamenti nel tempo delle concentrazioni nell'isotopo 15N sono conservati all'interno del materiale organico dello scheletro del corallo, e lo rendono un archivio ben documentato del contributo umano al ciclo dell'azoto. Sulla base della diminuzione del 15N osservata nei campioni di coralli, gli autori stimano che l'apporto di azoto nella superficie della parte settentrionale del Mare Cinese meridionale è ormai circa il 20 per cento della disponibilità oceanica totale. 

Inoltre, la tempistica della variazione di 15N è più correlata all'aumento delle emissioni di ossido di azoto associate alla combustione di combustibili fossili rispetto alle emissioni di ammoniaca derivanti dalla produzione di alimenti, scrivono gli autori. Inoltre, i ricercatori sono stati in grado di individuare cambiamenti stagionali nella concentrazione dell'isotopo, che potrebbe essere dovuti a un forte monsone che, durante l'inverno, soffia aria inquinata dall'Asia nord-orientale all'atollo di Dongsha.

copertina   luglio-agosto 2017

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