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Fukushima: rilevati nuovi livelli record di radiazioni

6 Febbraio 2017

L'11 marzo del 2011, la centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi diventava il teatro di quello che è considerato il peggior incidente nucleare della storia dopo Chernobyl. L'impianto della Tepco, Tokyo Electric Power, a distanza di sei anni si trova ancora in condizioni gravissime, a dispetto delle proposte di riaccensione che in quest'ultimo periodo erano state avanzate da parte di alcuni.

 

Livelli record di radiazioni

Secondo il Japan Times, l'ultima rilevazione di radiazioni, che è stata condotta attraverso un robot (chiamato "Scorpione") ha fatto registrare una emissione di radiazioni pari a 530 Sievert all'ora. La volta precedente, invece, il livello misurato da un robot all'interno del reattore numero 2 si era attestato sui 73 Sievert all'ora. Scorpione ha anche scorto una falla di circa un metro quadro lungo la grata metallica sotto il contenitore a pressione del reattore. Per rendersi conto della nocività di queste emissioni, basti pensare che 6 Sievert sono sufficienti a causare la morte di una persona e anche un solo Sievert può provocare danni gravi come impotenza e perdita dei capelli e delle cataratte.

 

Si impennano i costi per il decommissing

530 Sievert è un livello così alto da essere "pericoloso" perfino per un robot, che solitamente viene progettato per resistere a una dose massima di 1000 Sievert. In sostanza, non è possibile dunque utilizzarlo per due ore all'interno della struttura, il che comporta una immaginabile serie di problematiche tecniche. Dopo queste brutte notizie, il decommissioning vede lievitare i suoi costi, che ora si stimano intorno ai 170 miliardi di euro, il doppio rispetto alle previsioni iniziali.

Secondo gli esperti, questo iastteso picco, che supera di gran lunga le peggiori previsioni dlela Tepco, potrebbe essere dovuto a una fuga di combustibile fuso. La centra Fukushima 1 ha subito una serie di crolli ed esplosioni dopo il terremoto e lo Tsunami che hanno colpito la costa orientale giapponese. I lavori per la messa in sicurezza dell'area dovrebbero durare decenni.

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