Sapere Scienza

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Rifiuti elettronici: impennata del 63 per cento in Asia

17 Gennaio 2017

Tra il 2010 e il 2015 i rifiuti elettronici, a volte chiamati e-rifiuti, generati in Oriente e nel sud-est asiatico sono cresciuti del 63 per cento, stando a un nuovo rapporto della United Nations University (il braccio accademico delle Nazioni Unite, con sede a Tokyo). I rifiuti elettronici, quando non smaltiti correttamente o riciclati, vengono bruciati o sottoposti a bagni acidi per estrarre rame e altri metalli dal loro interno. Si tratta di un procedimento che può inquinare acqua e aria, oltre che portare sterilità e tumori nei lavoratori esposti ai fumi delle operazioni.

 

Sempre più prodotti tecnologici

Per il nuovo rapporto, i ricercatori hanno analizzato la produzione di e-rifiuti in 12 paesi di Oriente e sud-est asiatico, inclusa la Cina, nazione che ha più che raddoppiato il suo volume di e-rifiuti nel corso di cinque anni. Gli scienziati hanno attribuito la crescita della quantità di rifiuti elettronici a molti fattori, tra cui

  • l'incremento dei prodotti sul mercato
  • l'aumento della classe media che può permettersi di acquistare prodotti di elettronica
  • la velocizzazione dell'aggiornamento dei prodotti tecnologici.

"Sono sempre di più le aziende che aggiungono piccole parti e rinnovano il prodotto, e questo contribuisce ad aumentare i rifiuti elettronici" ha spiegato Ruediger Kuehr, autore principale dello studio.

 

Crescita economica

L'aumento del 63 per cento rappresenta un grande picco, anche se non è del tutto inatteso, per paesi che sono in fase di espansione economica. "Questi paesi hanno cominciato da un punto più basso rispetto alle altre nazioni, in particolare rispetto a Europa e Stati Uniti, in termini di numero di dispositivi storicamente venduti" ha spiegato Jason Linnell, dello US National Center for Electronics Recycling. Mentre l'Asia he il primato della produzione complessiva più alta di rifiuti elettronici, Europa e America hanno il primato per la produzione pro-capite.

C'è poi da considerare che una grande quantità di rifiuti elettronici del mondo occidentale viene esportata anche nei paesi più poveri e si aggiunge quindi ai loro rifiuti domestici. Molti di questi Paesi, però, non dispongono delle infrastrutture adeguate per riciclare il rifiuto elettronico in modo sicuro e pulito. Un riciclaggio che, infatti, non è affatto semplice. "Da un punto di vista tecnologico, si potrebbe riciclare il 99 per cento dei rifiuti tecnologici - spiega Kuehr - il problema è che non è ancora economicamente conveniente. Abbiamo bisogno di progettare incentivi adatti che favoriscano una economia circolare del rifiuto elettronico".

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