Sapere Scienza

Sapere Scienza

Costruito il primo tunnel spaziotemporale

7 Settembre 2015

Un gruppo di studiosi spagnoli ha realizzato per la prima volta un wormhole, un tunnel spaziotemporale tra due punti nello spazio. 

 

Cosa sono i wormhole?

I wormhole sono infatti tunnel cosmici che possono connettere due regioni distanti del nostro Universo e che sono stati resi popolari, per esempio, da film come Stargate, Star Trek o il recente Interstellar. Con le tecnologie odierne, la creazione di un wormhole gravitazionale è pressoché impossibile, soprattutto perché nessuno sa come generare l'enorme energia gravitazionale di cui si avrebbe bisogno.

 

Viaggio attraverso un'altra dimensione

Gli scienziati della Universitat Autònoma de Barcelona hanno creato in laboratorio il primo, sperimentale, wormhole che può connettere magneticamente due regioni dello spazio, ossia un tunnel che trasferisce il campo magnetico da un punto all'altro. Per costruire il tunnel, i ricercatori hanno usato metamateriali e metasuperfici. L'effetto ottenuto è stato alquanto strano: il campo magnetico generato da una sorgente, come un magnete o un elettromagnete, è apparso all'altra estremità del tunnel trasformato in un monopolo magnetico. I monopoli magnetici, che hanno un solo polo, non esistono in natura: questo effetto ha fatto pensare che il campo magnetico abbia viaggiato attraverso una dimensione che si trova al di fuori della tradizionale tridimensionalità.

 

Applicazioni in medicina

Come si legge su Scientific Reports, il dispositivo sperimentale realizzato è una sfera composta da tre diversi strati, uno esterno con una superficie ferromagnetica, uno interno fatto di un materiale superconduttore e un foglio ferromagnetico arrotolato su un cilindro che attraversa la sfera da un estremo all'altro, la quale risulta magneticamente invisibile all'esterno.

A parte le suggestioni futuristiche, la ricerca per adesso potrebbe avere implicazioni in quei settori in cui sono usati i campi magnetici, come la medicina, per esempio permettendo di aumentare la distanza tra il paziente e la macchina per risonanza magnetica per immagini.

 

[Immagine: credit Alain r/Wikimedia]

copertina   luglio-agosto 2019

  COMPRA IL NUMERO

 
  ABBONATI

 
  SOMMARIO

 
  EDITORIALE

bannerCnrXSapere 0

iscriviti copia

clark

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.