Sapere Scienza

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Il nanolegno: un sostituto del polistirene per salvare l'ambiente

16 Aprile 2018

Il polistirene è onnipresente nelle nostre case: utilizzato per l’imballaggio e come isolante se espanso (noi tutti lo conosciamo con il nome di polistirolo), è anche il materiale con il quale sono prodotti oggetti per l’industria alimentare quali le posate usa e getta, i contenitori delle uova e i barattoli di creme o yogurt. Questo polimero è nostro compagno ormai da decenni e non ce ne libereremo tanto facilmente infatti non è biodegradabile. È uno dei suoi più grandi difetti. Fortunatamente, dall’Università del Maryland, stanno arrivando notizie positive: un gruppo di ricerca ha pubblicato su Science Advances un articolo riguardante un possibile sostituto del polistirene: il nanolegno.

 

Nanolegno, tra natura e innovazione

 

I ricercatori hanno sviluppato un materiale isolante superleggero a partire dal legno: hanno fabbricato un allineamento gerarchico di nanofibrille di cellulosa, il nanolegno. Per raggiungere le caratteristiche necessarie per competere con gli isolanti attualmente in commercio, è stata rimossa la lignina - polimero che conduce calore - ottenendo così proprietà isolanti elevate, anisotrope (differenti a seconda della direzione considerata all’interno del materiale) e un prodotto finale bianco, quindi in grado di riflettere la luce.

 

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Nanolegno Vs polistirene

 

Il nanolegno è in grado di bloccare il calore meglio - con una differenza di 10 gradi - e può resistere alla rottura sotto pressione 30 volte in più rispetto al polistirolo o agli aerogel di silice (un altro degli isolanti più utilizzati). Gli studiosi pensano che il nanolegno abbia un enorme potenziale nella produzione di materiali da costruzione ecofriendly e utilizzarlo potrebbe far risparmiare miliardi in termini di costi energetici. Inoltre strisce di nanolegno possono essere arrotolate in maniera tale da essere inserite come isolanti in tubi e spazi curvi. A differenza degli isolanti in vetro e in lana, non irrita i polmoni e non causa reazioni allergiche e, come avevamo accennato, è biodegradabile quindi non costituisce una minaccia per gli ecosistemi.

 

Un futuro verde...quando?

 

Quando potremo usufruire delle incredibili proprietà del nanolegno? Ricreare sinteticamente le strutture gerarchiche di un materiale naturale come il legno è molto complesso ma il protocollo usato dal team dell’Università del Maryland sembra essere più semplice e più scalabile di molti altri metodi utilizzati per la produzione di materiali con nanostrutture. Nonostante la diffidenza di alcuni scienziati, i ricercatori che si sono occupati di questo lavoro in prima persona sono alquanto ottimisti sul potenziale a breve termine della loro invenzione: il nanolegno potrebbe essere ricavato in maniera non troppo costosa e velocemente dal legno di una specie a crescita rapida come la balsa. In questo momento sono impegnati nello sviluppo di applicazioni commerciali e prevedono che uno dei prodotti possa essere pronto entro circa un anno.

 

Sempre a proposito di sostenibilità ambientale, vi consigliamo di acquistare e leggere l’articolo di Viviana Ferrario “I nuovi paesaggi delle energie rinnovabili” pubblicato su Sapere di giugno 2017.

copertina   luglio-agosto 2018

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