Sapere Scienza

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Arriva la ginnastica... in pillole

22 Settembre 2016

Un gruppo di ricercatori australiani ha sviluppato una pillola che sembra produrre sui muscoli gli stessi risultati metabolici di una seduta in palestra. Nei topi, almeno per ora. Ulteriori studi e soprattutto sperimentazione sull'uomo potrebbero dare il via al consumo umano di questo farmaco, che potrebbe avere effetti benefici sulle malattie cardiache. La pillola, infatti, spinge il corpo a bruciare grassi (anche se non sembra promuovere la perdita di peso) e migliora la salute cardiovascolare.

 

"Le malattia cardiache sono ancora i più grandi nemici delle persone con diabete e obesità e si può fare ben poco in termini terapeutici" ha spiegato Sean McGee della Deakin University di Melbourne, a capo del gruppo di scienziati che hanno realizzato il farmaco. "Siamo riusciti a sviluppare un prodotto - continua McGee - che riproduce nell'organismo la stessa risposta che corrisponde a un allenamento appena effettuato, in termini di combustione di grassi e benefici cardiovascolari".

 

Esaminando il modo in cui l'esercizio fisico portava l'organismo dei topi a bruciare più grassi, gli scienziati hanno scoperto che c'è una singola proteina che accende tutti i sistemi responsabili del metabolismo dei grassi, svelando dunque un elemento chiave del meccanismo interno dei muscoli dei topi. Come si legge su Cell Reports, il team di ricercatori ha allora modificato geneticamente questa proteina fino a indurre nei muscoli - in assenza di movimento - un'accelerazione del loro metabolismo. Da qui a creare un farmaco che avesse gli stessi effetti della modificazione genetica, il passo è stato breve.

 

Dopo la somministrazione di questa pillola, nei topi si verificava un calo dei lipidi e del glucosio nel sangue e un miglioramento della salute cardiovascolare generale; curiosamente, non c'era alcun effetto sul peso anche se, probabilmente a causa dell'aumento dei tassi metabolici, i topi mangiavano di più rispetto a prima. "I topi che avevano ricevuto il farmaco erano metabolicamente molto più sani rispetto a quelli che non l'avevano preso" ha concluso McGee.

copertina   settembre-ottobre 2018

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